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Fiorentina poco brillante, ma condannata a vincere con il Bologna

Ancora spiazzato dalle dichiarazioni di Paulo Sousa sul rinnovo di contratto, che rimescolano le carte in gioco per la panchina della Fiorentina, l’ambiente viola torna a respirare aria di calcio giocato domani contro il Bologna.

Al Franchi arriva una squadra reduce da due vittorie consecutive, grazie alle quali i felsinei hanno superato un mese disastroso, fatto di cinque sconfitte ed un pareggio. Niente che abbia fatto preoccupare più di tanto l’ambiente rossoblu, consapevole di avere una squadra in grado di salvarsi con tranquillità, anche in virtù del rovinoso campionato che stanno conducendo le squadre che occupano le ultime quattro posizioni in classifica.

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Dunque, a Firenze arriva un Bologna senza veri e propri obiettivi stagionali, se non quello di offrire buone prestazioni fino alla conclusione del campionato per non deludere i propri tifosi.

La Fiorentina, invece, resta aggrappata ad un improbabile aggancio del quinto/sesto posto (distanti sette punti) che vorrebbero dire Europa League, fissando un obiettivo necessario per portare a termine una stagione che ha visto i viola galleggiare nell’anonimato, sia di risultati che di prestazioni.

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Scontato affermare che i tre punti domani sono obbligatori.

Le due vittorie consecutive ottenute in extremis contro Cagliari e Crotone, infatti, non hanno certo trasformato la Fiorentina in una squadra brillante per novanta minuti; evidenziando anzi ancora una volta i limiti di un gruppo affaticato mentalmente ancor prima che fisicamente.

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Tuttavia, finché la matematica non condannerà i viola, è giusto cercare di lottare fino all'ultimo. Soprattutto se si considera che il livello del campionato italiano non è di certo strepitoso. Contro il Bologna di Verdi e Destro dai giocatori gigliati di maggior talento si pretende una prestazione alla loro altezza, perché non si può sempre credere di “giochicchiare” per novanta minuti ed acciuffare i tre punti nel recupero.

Così come non si può fare troppo affidamento sull’imbattibilità della difesa viola che dura da tre partite, visti i numerosi pericoli con i quali Tatarusanu e compagni hanno avuto a che fare nelle stesse tre partite di Serie A.

A Paulo Sousa, invece, si chiede di non esagerare con esperimenti e giocatori fuori ruolo, dato che le pesanti assenze di Gonzalo, Vecino e Bernardeschi potrebbero stimolare il tecnico portoghese a qualche stramberia tattica.

Soprattutto, faranno la differenza gli stimoli che Sousa riuscirà a trasmettere ad un gruppo ormai logoro. Quegli stessi stimoli che compaiono sistematicamente nelle dichiarazioni pubbliche dei gigliati, ma che non si vedono da troppo tempo sul rettangolo di gioco.

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