Fiorentina-Parma nel 2026 è una sfida (quasi) da Europa. Palle inattive e scontri diretti: dura con Cuesta
Quindici punti nelle ultime 10 giornate per entrambe, ma i gialloblù sono praticamente salvi... grazie soprattutto agli scontri diretti
Tutti si aspettavano una sfida salvezza. Invece Fiorentina-Parma sarà uno scontro tra una squadra, quella viola, che si trova ancora al terz'ultimo posto (in coabitazione con Lecce e Cremonese) ed è reduce da due sconfitte brutte e dolorose in pochi giorni tra Jagiellonia e Udinese, e un'altra, quella gialloblù, che viene da tre vittorie e un pareggio e guida il 'gruppone' di chi vuole salvarsi, ma di fatto ha già un'ipoteca concreta sulla permanenza in Serie A.
1,5 A PARTITA. Merito, per la squadra di Cuesta, del filotto delle ultime settimane ma anche della capacità di fare la voce grossa, con le proprie caratteristiche, negli scontri diretti. Ma Fiorentina-Parma, andando a rileggere l'andamento di questo 2026, è anche una sfida tra due squadre che hanno avuto un rendimento quasi da zona Europa. Quindici punti nelle ultime 10 giornate per entrambe le formazioni, anche se nel 2026 i gialloblù si sono presi anche un mattoncino in più fermando sullo 0-0 il Napoli nel recupero per la Supercoppa. Ma nel trend delle ultime 10 giornate Fiorentina e Parma hanno fatto gli stessi punti della Juventus, uno in meno del Sassuolo che sarebbe 7° in questo mini-campionato, 3 in meno di Roma e Napoli. Tanto per capirsi, nel frattempo il Lecce ha fatto 8 punti, il Pisa 4, Verona e Cremonese 3, queste ultime tre mai vincendo in 10 gare.
MORALE E PALLE INATTIVE. Però il morale domenica al Franchi sarà opposto tra le due fazioni. Vanoli deve rialzare i suoi dopo averli punzecchiati post Udinese («I giocatori devono farsi un esame di coscienza e prendersi le responsabilità come me le sono prese io») e aver mancato un'occasione colossale senza praticamente giocare la partita in Friuli, Cuesta può contare su uno stato di forma invidiabile e sulla spensieratezza (ma anche la solidità) di chi ha quasi centrato l'obiettivo. Soprattutto, il Parma, sembra (ed è) la classica squadra che può dare tanto fastidio a questa Fiorentina. Abile, la formazione di Cuesta, a stare dietro, chiudere gli spazi, ripartire in contropiede. E colpire sulle palle inattive. Tutto quello che ha creato problemi enormi, tra i tanti, alla Fiorentina quest'anno. Il Parma ha segnato ben 7 gol da palla inattiva, tanto per capirsi, la Fiorentina ne ha incassati ben 13. La specialità crociata è il colpo di testa, con 7 gol fatti in incornata, i viola ne hanno presi 11 così. Da questo punto di vista il Parma è agevolato anche dalla struttura fisica dei suoi, da Pellegrino (4 gol di testa, leader insieme a Lautaro di questo fondamentale) a Troilo, fino a Circati e Delprato, oltre che dalla capacità balistica di Bernabé (e ora di Nicolussi Caviglia, anche se a Firenze l'ex Venezia non lo ha proprio dimostrato). Soprattutto, ci sono gli schemi di Cuesta, allievo di Arteta, a fare più volte la differenza. Se l'Arsenal sta guidando la Premier anche grazie a queste situazioni da fermo, il Parma sta riprendendo più di qualcosa dall'esperienza inglese del proprio allenatore.
SCONTRI DIRETTI. E poi gli scontri diretti. Quello di domenica lo sarà solo in parte, ma il Parma, anche per il suo modo di giocare, ha spesso fatto tanti punti. Anzi, tra le squadre che lottano per salvarsi, è quella che ha fatto più punti negli scontri diretti. Ben 22 punti in 12 partite, con 11 gol fatti e 8 subiti. Soltanto con due sconfitte con chi naviga nella parte medio-bassa di classifica, per una media da 1,83 punti a gara. Solo il Cagliari regge il passo dei crociati (21 punti in 13 scontri diretti), mentre la Fiorentina è tra le peggiori (anche) da questo punto di vista: appena 11 punti in 11 scontri diretti per i viola, con sole 2 vittorie, 5 pareggi e ben 4 sconfitte. Solo Pisa e Verona hanno fatto peggio (9 punti entrambe negli scontri diretti). Punti che in questi casi pesano di più, e che la Fiorentina tante volte ha lasciato alle avversarie. Come all'andata, al Tardini. Quando il Parma si difese bene, colpì con Sorensen, sfiorò tante volte il raddoppio in ripartenza. Mentre i viola rimasero a secco. La speranza è che possa essere una sfida diversa, soprattutto nel risultato. Ma ormai, da queste parti, si vive sempre di speranze, perché la questa Fiorentina difficilmente riesce ad essere affidabile e prevedibile su come scenderà in campo.



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