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Nodo Kalinic: blitz cinese, l'ansia dell'attesa

CINQUANTA milioni che ballano, una classifica che invece è seduta, un allenatore in probabile uscita e un direttore sportivo che deve governare la rotta – con un occhio alle trattative e l’altro al campo – cercando di tenere uniti i viandanti.

Serve molto mastice per incollare una situazione obiettivamente complicata. Non esiste miglior collante dei risultati e domenica a Pescara la Fiorentina ha l’obbligo di inviare subito chiarissimi segnali – dignità prima di tutto – sfruttando l’occasione di incrociare l’ultima in classifica, che ha solo 9 punti di cui 3 conquistati a tavolino.

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La possibile notizia continua a essere la cessione di Kalinic, possibile perché dopo l’abbordaggio indiretto (contatti con il procuratore di Nikola) non è chiaro quanto i cinesi abbiano intenzione di affondare il colpo rivolgendosi ufficialmente alla Fiorentina.

I 50 teorici milioni per un (bravo) centravanti di 29 anni comunque condizionano tutto il mercato viola e in effetti non si tratta di una variabile da poco.

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CORVINO dovrà/dovrebbe farsi trovare preparato e il nome di Zaza deve essere seguito con molta attenzione, ammesso che il Tianjin Quanjian si presenti con il malloppo e Kalinic trovi le giuste condizioni per trasferirsi a novemila chilometri di distanza, in un campionato di calcio attraente per i soldi e meno per il calcio, quindi sarebbe meglio chiamarlo campionato di soldi.

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I famosi 50 milioni volteggiano sulla Fiorentina e i protagonisti sbirciano il mucchio d’oro con aria ingolosita ben sapendo che ai cinesi i soldi non mancano, ma sono moltissimi anche i giocatori sui quali riversarli: da gente che versa serenamente allo Zenit l’equivalente di 20 milioni di euro per Witsel (che era a un passo dallo svincolo) ci si può aspettare di tutto.

Anche Kalinic, inizialmente perplesso di fronte al multimilionario blitz, sembra aver fatto qualche conto.

OCCASIONI così magari non ricapiteranno più e i 29 anni compiuti ieri sono un dato di fatto. E quindi se non tutti almeno in molti, per un motivo o per l’altro, sembrano prigionieri della mossa cinese per ora innescata solo a livello di sondaggio parallelo.

Il mercato è una pessima bestia e Corvino pensa soprattutto alla partita di dopodomani a Pescara, dopo aver comunicato alla squadra che l’intenzione della società è quella di trattenere tutti a gennaoio (e meno che qualcuno non chieda di andarsene).

Il rinnovo di Gonzalo resta a galleggio dei punti interrogativi – la proposta della Fiorentina era stata di 2,8 milioni lordi per un anno – e per quanto riguarda gli altri se ne riparlerà a fine campionato.

IL CASO Kalinic è un’incognita pesantissima per il mercato viola e sarebbe augurabile controbattere con un ultimatum: decisione entro il giorno ics, in modo da potersi regolare.

Anche perché almeno una parte dell’eventuale incasso poi dovrebbe essere investita, e alla svelta visti i tempi del mercato.

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