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'I soldi non vanno in campo'. Porte girevoli in attacco: ma là davanti chi gioca?

Il mercato scombussola i piani, specie quando si parla di Fiorentina. Soprattutto negli ultimi anni. Chiedere a Paulo Sousa. In principio fu Savic, che all'improvviso non salì sull'aereo che doveva portare la Fiorentina in Sudamerica per la tournèe estiva 2015.

Per volare invece su destinazione Madrid. Poi Joaquin, l'ala destra qualità e sacrificio che faceva da collante perfetto tra i reparti: tira e molla infinito, poi lo spagnolo è tornato al Betis. Due pedine ritenute fondamentali per i primi schemi provati dal portoghese a Firenze.

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Quindi il turno di Alonso, la scorsa estate, partito alla volta di Londra dopo le prime due gare giocate in viola. E adesso Kalinic, il centravanti voluto da Sousa e perfetto (e unico adatto) per gli schemi del portoghese. Praticamente una squadra, un'idea di gioco fin qui costruita sul perno centrale d'attacco.

Perdere il croato, con possibile svolta nelle prossime ore, significherebbe (e probabilmente significherà) stravolgere tutta la Fiorentina. Quantomeno l'idea di gioco, visto che Babacar non ha certo le caratteristiche di Nikola.

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È stato chiaro in questo anno e mezzo di ballottaggio (senza paragone) tra i due. Baba ha altre qualità: più uomo d'area, più 'attaccante', ha forza fisica e anche tecnica. Ma non è continuo, non è giocatore da pressing, non è prima punta come Kalinic, specie spalle alla porta.

Servirà, quindi, cambiare non poco di questa Fiorentina.

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Anche con l'eventuale sostituto di Kalinic che arriverà dal mercato. Seferovic (potrà pesare l'inserimento di Ramadani nella trattativa), Andone, Calleri o altri, sono giocatori diversi.

Qualcuno da formare, qualcuno magari interessante. Ma difficile che, chiunque arrivi, possa dare subito una sua impronta in maglia viola. In attacco, poi, c'è un altro possibile partente: Mauro Zarate. Uno che ha avuto ben poco minutaggio fin qui (appena 276'), ma che come alternativa (anche tattica) ha saputo farsi valere con 4 gol (e 1 assist). L'argentino è in crescita, ma vuole giocare: il Watford pressa con forza, e può arrivare ad offrire 3 miloni alla Fiorentina.

La posizione di Zarate è in bilico, ma perdere anche Maurito (seppur non sia certo un titolare) vorrebbe dire indebolire ancor più il reparto offensivo.

"I soldi non vanno in campo", dice più di qualche tifoso. Difficile dare torto.

Così come difficile, per tutte le parti in gioco, rinunciare alla valanga di soldi proveniente dalla Cina. Oltre 40 milioni per la Fiorentina, oltre 10 all'anno per Kalinic. Eppure, poi, qualcuno in campo dovrà andare. Certo che, i precedenti degli ultimi due anni, non sono rassicuranti.

Cuadrado fu sostituito inizialmente dal prestito di Salah, ma alla lunga praticamente da nessuno. Per sopperire alla partenza di Joaquin fu preso in extremis Kuba, e per fortuna poi è esploso in quel ruolo a destra Bernardeschi.

Partito Savic, la Fiorentina è invece rimasta senza un difensore per una stagione intera. Perso Alonso, è arrivato la scommessa Maxi Olivera: per ora, margini di crescita dell'uruguaiano, ma il paragone non regge minimamente.

Adesso, la prospettiva di salutare Kalinic è sempre più reale.

E quel che più pesa, sul campo, è perdere il giocatore più determinante, tra i pochi indispensabili, della Fiorentina di Sousa. Non tutto da rifare, ma quasi. Dopo mesi e mesi a cercare la quadratura del cerchio, dopo una serata come quella di domenica contro la Juve da incorniciare.

Il 'Mai una gioia' è sempre vivo: neanche il tempo di esultare per la vittoria sui bianconeri, che i tifosi si trovano a salutare uno dei protagonisti. Con il rischio, adesso, che la stagione cada davvero nella mediocrità. Dopo il picco più alto che aveva fatto sperare – e forse illudere – a un futuro in crescita. Senz'altro più difficile rimontare verso l'Europa, così come (forse) giocarsi il Quarto di Coppa Italia a Napoli, senza il giocatore più decisivo.

Il guizzo di ottimismo, sorrisi, entusiasmo, spazzati via dal mercato. E da una valanga di soldi che entreranno nelle casse viola. Ma che, sul campo, non potranno sostituire la forza ed i gol di Nikola Kalinic.

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