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Europa, crederci o utopia? Cinque gare senza scontri diretti, mentre le altre...

"Obiettivo Europa? Non dipende tutto da noi, perché ci sono squadre davanti. Quello che dobbiamo fare è vincere più possibile, fare più punti possibili e guardare a noi stessi. Poi vedremo". "Europa? Noi ci crediamo, la matematica dice che ci sono ancora le possibilità.

Questo è l'obiettivo, arrivare più in alto possibile. E vedremo se saremo ancora in Europa". Parole di Davide Astori e Matias Vecino, dopo il pari di Bergamo. Obiettivo 'di facciata' o reale, per avere una spinta morale nelle prossime (lunghissime) 11 gare o per inseguire una posizione concreta.

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Fiorentina ottava a 42 punti, -8 dal Milan settimo (50 punti), -9 dall'Inter sesta (51 punti), -10 dall'Atalanta quinta (52) e -11 dalla Lazio quarta (53 punti). La logica direbbe di un posto europeo irraggiungibile per la Fiorentina, così come il rendimento dell'ultimo anno.

Eppure qualcuno ci crede, più o meno concretamente. Nonostante tutto. È forse un'utopia? Molto probabile. Anche perché la Fiorentina è sotto negli scontri diretti con il Milan, ha perso l'andata contro Inter e Lazio e ha pareggiato due volte con l'Atalanta.

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Quindi, insomma, dovrebbe fare un punto in più delle altre senza 'permettersi' di arrivare a pari merito (con gli orobici si guarderebbe la differenza reti).

C'è, dalla parte dei viola, però il calendario. Ultime illusioni di un stagione fallimentare?

Può darsi, eppure di obiettivi almeno il gruppo deve darsene, almeno per onorare la maglia e la città. Domenica al Franchi arriverà il Cagliari, poi il 19 marzo Fiorentina impegnata a Crotone. Dopo la sosta per le Nazionali, a Firenze sarà di scena il Bologna, poi la domenica successiva Fiorentina a Genova contro la Samp.

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Quindi l'Empoli al Franchi. Un quintetto con squadre di medio-bassa classifica. All'andata arrivarono 11 punti, con i pareggi casalinghi con Crotone e Samp che fecero recriminare e non poco. E con nel mezzo anche l'Europa League.

Non è un caso, anche per il calendario, che in quel periodo fine ottobre-fine novembre la Fiorentina abbia ottenuto il filotto migliore del suo frastagliato campionato.

Il Milan, nelle prossime cinque partite, affronterà Juve (fuori), Genoa (casa), Pescara (fuori), Palermo (casa) ed Inter nel derby.

L'Inter affronterà domenica l'Atalanta, poi affronterà Torino (fuori), Sampdoria (casa), Crotone (fuori) e Milan nel derby. L'Atalanta, dopo lo scontro a Milano con l'Inter, avrà Pescara (casa), Genoa (fuori), Sassuolo (casa) e Roma (fuori).

La Lazio affronterà lunedì il Torino (casa), poi il Cagliari (fuori), il Sassuolo (fuori), il Napoli (casa) e il Genoa (fuori).

Tutte, insomma, avranno due scontri diretti nelle prossime cinque gare, a parte la Lazio che se la vedrà solo con il Napoli in uno scontro che potrebbe anche avere il sapore di Champions.

Per la Fiorentina, invece, cinque gare contro squadre di medio-bassa classifica, prima del rush finale. Se bisogna dare un senso a questo finale di stagione (anche se un senso, forse, non ce l'ha, parafrasando Vasco Rossi), insomma, si potrebbe partire da qui.

Da un calendario sulla carta favorevole, oltre che dalla voglia di non smettere di giocare già a marzo. Una rimonta per molti impossibile, una prospettiva (forse) utopistica per una Fiorentina che nell'ultimo anno non ha mai avuto continuità né la forza di puntare veramente a qualcosa di concreto.

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