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Fiorentina, e ora? Il futuro in mano a Catherine e alla famiglia Commisso

Il presente, la salvezza da raggiungere e l'arrivo di Paratici. Il ruolo di Stephan e di Catherine

«Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato». Le parole estratte dal comunicato della notte del club viola raccontano bene, ancora una volta, cosa è stata la Fiorentina per Rocco Commisso. Amore, passione, impegno, la seguiva ad ogni ora del giorno e della notte, anche dagli Stati Uniti, con chiamate continue e uno sguardo costante sulle dirette social dal Viola Park. Non voleva perdersi niente. La Prima Squadra ovviamente, ma anche le partite del Settore Giovanile e della Femminile. Per lui era tutto Fiorentina. Tante le decisioni prese in prima persona, dalle scelte operative a quelle di gestione. Anche negli ultimi mesi, complicati per motivi di salute e risultati del campo.

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CON ROCCO NIENTE CESSIONE. Commisso non ha mai voluto mollare. Lo ha ribadito nell'ultima intervista di fine dicembre, così come poco prima in un duro comunicato in cui allontanava, una volta di più, le voci di cessione della società. Fondi arabi, fondi americani: Commisso ha sempre smentito tutto e allontanato ogni ipotesi. Anche con battute sui "fiorentini ricchi" che fecero storcere il naso a molti. Dal 2019 Commisso è stato il motore del mondo viola. Joe Barone il suo braccio operativo a Firenze. Da marzo 2024, con la scomparsa del direttore generale, era stato 'promosso' Alessandro Ferrari, diventato il suo riferimento in società. Ha sempre ribadito la massima fiducia nei suoi dirigenti, anche nei momenti difficili. Un senso di famiglia riportato al mondo del calcio. Ma ora che succede per la Fiorentina?

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STEPHAN, FERRARI E PARATICI. Negli ultimi mesi, non a caso, è venuto spesso in città Mark Stephan, amministratore delegato del club e uomo di fiducia di Commisso. Per visionare da vicino una situazione che si era resa complicata dai problemi calcistici, con l'ultimo posto e l'addio di Pradè e Pioli, ma anche per le difficili condizioni di salute di Rocco che impedivano al presidente di essere in città. A livello di organigramma Stephan giocherà un ruolo importante per il presente e il prossimo futuro, di collante tra la dirigenza fiorentina e la famiglia Commisso. La parte sportiva e direzionale calcistica per il presente continuerà ad essere sulle spalle di Alessandro Ferrari, Roberto Goretti e dal 4 febbraio di Fabio Paratici, che ha appena firmato un lungo contratto con la società viola. Con l'obiettivo comune di rincorrere la salvezza (e fare possibilmente bene in Conference League). Ma per il futuro della società ogni decisione sarà in mano a Catherine e alla famiglia Commisso.

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IL RUOLO DI CATHERINE PER IL FUTURO. Catherine, che da poco aveva festeggiato i 50 anni di matrimonio con Rocco, è sempre stata fianco a fianco con il presidente viola. Decisiva, come ha raccontato spesso Commisso, per la scelta di acquisire la Fiorentina. Poi tante volte insieme allo stadio a vedere ragazzi e ragazze, ma Catherine ha recitato un ruolo di primo piano anche per la costruzione del Viola Park, con la cappella a lei dedicata, così come negli ultimi tempi per riallacciare i rapporti con il Comune di Firenze e la sindaca Funaro sul tema stadio. Negli ultimi mesi, come hanno notato in molti, il nome di Catherine è apparso spesso anche nei comunicati del club viola a fianco di quello di Rocco, confermando una volta di più l'importanza di lady Commisso nella Fiorentina. Anche Joseph Commisso, presente in città nei primi mesi di gestione, è riapparso vicino ai temi viola nelle ultime settimane sia sui social che nei comunicati del club gigliato, mentre il suo profilo è a tutti gli effetti nell'organigramma come "Member of the board of directors" (consigliere d'amministrazione, in pratica).

LE DUE STRADE. Sarà quindi in primis Catherine Commisso, insieme al figlio Joseph e alla famiglia, a decidere cosa fare nel prossimo futuro con la Fiorentina. Se continuare nel solco di Rocco o avviare un processo di passaggio societario. La Fiorentina, come sempre promesso da Commisso fin dal suo arrivo («Io vi prometto che non vi farò mai fallire»), è una delle pochissime società ad avere i conti in ordine, senza debiti con le banche. Le stime parlano di circa 500 milioni investiti dal patron viola dal 2019 ad oggi, tra acquisto del club, ricapitalizzazioni annuali, sponsorizzazione Mediacom (25 milioni a stagione) e costruzione del Viola Park. Discorsi che si apriranno più avanti, il pensiero adesso va solo alla perdita di un presidente passionale, catalizzatore di tante decisioni che tutto sé stesso ha dato per il mondo viola. Al di là di scelte condivisibili o meno. Tanto altro avrebbe anche voluto dare, da uno stadio moderno e di proprietà ad un agognato trofeo che purtroppo ha solo sfiorato in tre occasioni.


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