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Finalmente il Franchi esulta, con Ribery e Chiesa. Castrovilli matura, poca Samp

Dopo 18 gare arriva la vittoria: anche Montella può ora sorridere. Bonazzoli la riapre nel finale, ma la Fiorentina arriva ai tre punti.

Finalmente urla il Franchi con oltre trentatremila spettatori. Finalmente sospira Montella, la vittoria inseguita da diciotto gare è arrivata.

Figlia della classe immensa di Ribery detto «La Leggenda», del colpo di testa di Pezzella, della forza di Dalbert e della voglia immensa di Federico Chiesa, rimasto a Firenze magari non felicissimo però professionista che non ha mai smesso di essere quello che è: un campione in costruzione.

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Uno che non mollerà mai, uscito dai giorni neri della pubalgia per rilanciare sé e la propria squadra. Non è stata la Fiorentina più bella, ma la gente aspettava la Fiorentina vincente. E l’ha avuta. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

TRASCINATORI. Anche se nel finale ha sofferto, dal 2-0 al 2-1, con l’uomo in più con il gol di Bonazzoli. Di nuovo la... sindrome del successo da conquistare. Preoccupazioni che la limitano, soluzione tattica ancora da ripensare, problemi nel concretizzare restano le àncore che tengono i viola ancora in una posizione di classifica che ovviamente non piace.

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Ma ci sono anche sprazzi di classe autentica. Ribery è davvero l’anima della squadra. Il francese porta se stesso e la Fiorentina oltre i limiti complessivi. Chiesa lo segue, impara e si sta abituando a diventare anche... goleador.

Bene anche Castrovilli che ha qualche alto e basso ma resta sempre l’uomo-gioco. Il ragazzo corre e intanto matura. Si farà, su questo tutti scommettono.

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COSI' E COSI'. La difesa tiene, magari ha qualche momento di confusione ma alla fine si...

difende. Non benissimo il gioco sulle fasce, meglio Dalbert per adesso sotto livello invece Lirola. E permangono dubbi sull’uso del doppio regista, non brillano Badelj e Pulgar. La Sampdoria? Due rimpianti, la traversa colpita sull’1-0, con Rigoni, e il doppio giallo dato a Murillo che ha lasciato i blucerchiati in dieci per quasi 40’.

Ma la squadra di Di Francesco ha fatto davvero poco, quasi niente, anche quando la Fiorentina ha avuto i suoi momenti di grigiore.

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