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Ferrara su La Nazione: «Quella 'manita' mostrata da Parisi e Vanoli-Paratici per azzerare Rugani»

Un cambio modulo deleterio, un difensore mandato allo sbaraglio. E il masochismo del gruppo viola

L'umiliazione di Udine ci ha dimostrato come il masochismo sia una delle caratteristiche di un gruppo di lavoro incapace di trovare una coerenza esistenziale oltre qualche breve illusione subito ricacciata indietro, scrive Benedetto Ferrara su La Nazione. 

MOTIVATORE (DI AVVERSARI). Ma qualche spiegazione c'è. Primo: come motivare un avversario praticamente già salvo? Facile, è bastato il buon Parisi che fa la manita dopo il 5-1 al Franchi. Poco conta se l'avversario gioca in dieci quasi tutta la partita. Poco conta il fatto che quella era la prima vittoria della stagione per la Fiorentina, come dire: ti ho umiliato. Ah beh, geniale no? Ma noi siamo fatti così: presuntuosi e con l'occhio del branzino bollito al posto di quello di tigre, perché l'arte di motivare l'avversario non è da tutti. E speriamo per il buon Parisi, uno dei pochi che corre e si sbatte, abbia imparato la lezione.

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RUGANI. Poi c'è la coppia Vanoli-Paratici, che in un brain storming decide di azzerare il povero Rugani mandandolo in campo in condizioni precarie. Che vuoi che sia buttare via una grande occasione per togliere mezza scarpa dal fango. Noi siamo noi, voi non siete etc etc. 

IL MODULO. Poi non manca il colpo di genio dell'allenatore, che una volta calcolato che sia 4-3-3 che 3-5-2, sommando il tutto e aggiungendo il portiere, fa sempre undici, allora va bene tornare all'antico perché (dicono) i moduli non contano, neanche quando la statistica ti racconta che con la difesa a 4 almeno ti è andata bene qualche volta, mentre con quella a tre è stata una disfatta. Primo: salviamo il soldato Rugani, vittima sacrificale di scelte surreali. Secondo: proviamo a immaginare una riscossa. Sarà la ventesima volta in questa stagione ma noi non molliamo la presa. 

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