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Ferrara su La Nazione: «Quanti soldi buttati. La Viola tratta sempre in ginocchio»

C'è da spendere... bene, per rifondare la Fiorentina. Allenatori, dirigenti e giocatori: mesi complicati

Nel mondo del calcio si mettono insieme affari e campo, la Fiorentina è riuscita in una missione non semplice: fallire su tutti e due i fronti. Una volta in curva si cantava "spendere, bisogna spendere”, oggi non è facile trovare la metrica giusta per aggiungere un "bene" dopo il verbo presente nel coro, scrive Benedetto Ferrara su La Nazione.

ALLENATORI E DIRIGENTI. La Fiorentina è riuscita a portare alle dimissioni un allenatore (Palladino) a un passo dall'avvio della stagione, così il sostituto ha potuto avere il coltello dalla parte del manico (Pioli) per ingaggio e durata. Poi si è dimesso Pradè e Ferrari, sempre impugnando la lama del citato coltello, è andato a pregare Fabio Paratici, che sicuramente aveva una gran voglia di tomare in Italia per riscattarsi dopo la maxi squalifica, di prendere casa al Viola Park. Il nuovo direttore sportivo ha posto le sue condizioni ottenendo un contrattone di 4 anni e mezzo. Niente di male o di strano. Ma va sottolineato come la società si trovi sempre a trattare in ginocchio. 

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DA PICCOLI A FABBIAN. Poi i giocatori: c'è da mettersi le mani nei capelli. Il buon Piccoli è costato 25 milioni. E non è colpa sua. A Cagliari i sono pure sorpresi davanti all'offerta della Fiorentina. C'è solo da augurarsi che Piccoli esploda come bomber, perché la sua valutazione estiva è abbastanza improbabile. Vogliamo parlare di Gudmundsson? Due stagioni di quasi niente per più di 20 milioni. E ora chi lo compra a quella cifra? Poi basta l'affare Fabbian a chiudere il cerchio. Quindici milioni di riscatto obbligato in cambio del prestito secco di Sohm. Mah. C'è proprio da cambiare direzione. Troppi soldi buttati e una squadra (e non solo) da ricostruire. 

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