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Ferrara su La Nazione: «Pioli da 2, Pradè 4 (almeno si è dimesso). Vanoli e la vodka al limone...»

Le prime pagelle in attesa della salvezza. Stagione da 3,5, il cantiere Franchi scenografia perfetta per questa annata di non calcio

Addio Conference League, tu che ci hai insegnato come perdere due finali e a piangere come bambini. Tu con le tue città piene zeppe di consonanti che a pronunciarle pensi di aver avuto un attacco di tosse canina. Addio, grazie per tutto e ci auguriamo che la nostra gratitudine sia ricambiata, visto che nessuno ti è stato più fedele di noi. Così scrive Benedetto Ferrara su La Nazione. 

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I VOTI. Anche se la salvezza non è ancora matematica, è tempo di pagelle. Una stagione da 3,5, per un mercato estivo da 3 condito dalla sensazione che sia figlio di un'asta al fantacalcio organizzata dopo una sbronza di vodka al limone. Un 2 a Pioli ci sta benissimo, perché è viva la sensazione che sia stato lui a portare la bottiglia sul tavolo di Pradè (4), che però almeno ha avuto la dignità dî dimettersi. AI mercato di gennaio va un affettuoso 5. Benino Solomon e Brescianini, al momento inspiegabili i soldi spesi per Fabbian e Rugani. 

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VANOLI. Niente voto al messiah Paratici, che a gennaio ha fatto quello che poteva ma che sarà valutato dalla matematica salvezza in poi. E Vanoli? E qui voto va scomposto per ovvie ragioni. La scalata a mani nude sugli specchi per portare fuori dall'abisso la squadra vale un bel 6,5, al netto dei molti errori e di sostituzioni psichedeliche, comprese le ultime contro il Palace, quando dopo il gol di Ndour il tecnico ha deciso che era inutile insistere perché quello che contava era uscire a testa alta. Vanoli sta all'Europa come Sal Da Vinci ai Pink Floyd. Anche lui è entrato nel club di quelli che “Ti voglio bene ma...". Resta? Non resta? Ancora non è chiaro. Chiare invece le sue parole a fine partita: "Stiamo ponendo le basi per il futuro”. Maledetta vodka al limone. Risata, sipario. E comunque vada un grazie sincero per lo sforzo e la passione. 

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IL CANTIERE. Senza voto il cantiere Franchi. Come scenografia di un film distopico, scuro e depressivo il cantiere Franchi era perfetto per questa Fiorentina. Ci sarebbe stato da andare sotto la Fiesole a chiedere scusa alla gigantesca gru, testimone silenziosa del più brutto calcio (o comunque uno dei più brutti) dei suoi cento anni di storia.


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