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Ferrara su La Nazione: «I meriti del Vanolismo e la rinascita viola. L'Europa non va buttata via»

Da Ranieri a Fagioli, in tanti sono rinati con il nuovo tecnico. Segnali tra Como e Polonia

Tra un mese sarà primavera, ma forse quella della Fiorentina è già iniziata. La vittoria a Como e lo 0-3 in Polonia sono segnali importanti. Soprattutto per le premesse europee: polacchi in testa alla classifica nel loro campionato, il gelo, una Fiorentina fino ad oggi affidabile come la telecronaca dell'inaugurazione dei giochi olimpici invernali, il tecnico avversario che ci spiega che se non ricordiamo il suo nome di sicuro ce lo ricorderemo dopo la parita. Senza offesa, ancora il nome ci sfugge, scrive Benedetto Ferrara su La Nazione.

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VANOLISMO. Lode al Vanolismo, che inizia finalmente a darci delle soddisfazioni e al Ranierismo, esempio di rivincita umana e sportiva e metafora perfetta per raccontare la rinascita, perché i momenti difficili fanno parte della vita e dello sport. Anche quando a cadere è Parisi, che prima di rialzarsi ama rotolare a lungo sull'erba a modo suo. Applausi anche per lui, però. Perché Parisi è rinato, così come Ranieri, Fagioli e tanti altri. Merito di Vanoli, allenatore che naviga nella sofferenza: urla, si veste, si riveste, si agita e resta senza voce. 

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L'EUROPA DA NON MOLLARE. Comunque siamo stati una settimana a parlare di questa coppa vista da molti come intralcio. Ma scusate: è chiaro che la salvezza è una priorità, ma avrebbe senso buttare via la nostra piccola Europa, quella che ci potrebbe far saltare in Europa League dopo una stagione depressiva? Ok, primo salvarsi. Ma chiudere la porta a un'occasione europea sarebbe un errore di concetto. Ora il Pisa: loro si giocano tutto o quasi al Franchi, la squadra di Vanoli deve confermare la crescita e allungare verso acque più tranquille.

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