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Ferrara su La Nazione: «Da Pioli a Grosso, ma senza De Zerbi o Iraola. Sempre in attesa»

Allenatori, dirigenti e un'attesa continua. Anche Grosso c'è e non c'è

Abbiamo preso la residenza in sala d'attesa. Non è colpa di nessuno, certo, e comunque ormai siamo abituati ad aspettare. Tutto è iniziato un'estate fa. La Fiorentina decide di prendere Stefano Pioli dopo la fuga di Palladino. Pioli c'è ma non c'è. Non può arrivare prima di un mese per questioni fiscali. E' in Arabia. La sua società non lo vuole più, anche lui non ne può più ma se aspetta un mesetto evita di perdere soldi. Così scrive Benedetto Ferrara su La Nazione.

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ATTESA E ADDIO. Abbiamo avuto un mese per gloriarci di una scelta che bene o male piaceva a tanti, quasi a tutti. Pioli non è più il normal one. Ha lo scudetto del Milan tatuato sul braccio come un qualsiasi ultrà e si sente un vero top. Lui adesso è uno dei dieci allenatori più pagati al mondo. Parole sue. Un mese di attesa e poi... e poi nulla. Sconfitte e ancora sconfitte. Fiorentina nel baratro. Addio Stefano. Di sicuro non si sarà tatuato il Viola Park sul collo. 

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IL SALVATORE. Via Pradè. Ecco Fabio Paratici. Palmares da top ma per fortuna niente zebra bianconera tatuata accanto all'ombelico. Tifosi soddisfatti. Torna la luce. Non subito, però. Siamo a gennaio, il Tottenham deve fare mercato, anche perchè in classifica sta messo più o meno come la Fiorentina. Anche Paratici c'è e non c'è. Sarà necessario aspettare i primi di febbraio per vederlo a Bagno a Ripoli per aiutare Vanoli a mettere in salvo la baracca.

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ORA GROSSO. E qui nasce la Fiorentina di Paratici il salvatore. Maresca, De Zerbi, Iraola e Mourinho. Wow. Ecco a noi Fabio Grosso. Delusi? Chi sì e chi no. Scelta realistica, ma perché non dargli fiducia? Intanto la buona notizia è che lo ha scelto il diesse. Quindi al Viola Park finalmente regnerà un po' di armonia. Ma siamo già tomati tutti in sala di attesa. Perché la Fiorentina ha preso Grosso ma Grosso ancora non c'è. E anche Vanoli è rimasto in sala d'attesa con noi, per poi essere ringraziato da tutti.


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