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Ex viola, Adli apre le porte all'Algeria: «Voglio giocare in nazionale»

L'ex centrocampista viola, che due anni fa aveva scelto tra le polemiche di vestire la maglia della Francia, è pronto al dietrofront

«Sono un tifoso dell'Algeria, ma come giocatore ho scelto la Francia per l'alto livello». Con queste parole Yacine Adli, ex centrocampista di Milan e Fiorentina, motivò nel 2024 la sua decisione di vestire la maglia della Francia piuttosto che quella dell'Algeria, suo paese d'origine. Due anni dopo, l'ex calciatore della Fiorentina, oggi in Arabia Saudita all'Al Shabab, ha provato a fare chiarezza sulla sua scelta, che tante polemiche aveva scatenato, in un'intervista al media algerino SporTeam per tentare di chiarire. Aprendo le porte a un clamoroso dietrofront.

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«Ne ho già parlato, sono stato molto sincero e onesto in quel periodo. Le parole che ho detto, le ho dette. Ho dichiarato di essere un giocatore che aspirava a giocare ad alto livello e che per me sarebbe stato un obiettivo giocare con la Francia», ha esordito. «Tuttavia, non è mai stata mia intenzione sminuire la nazionale algerina: ho moltissimi amici che ci giocano e ho un enorme rispetto per la selezione. Le più grandi gioie sportive della mia infanzia le ho vissute grazie all'Algeria. Sono uno che ha seguito tutte le partite. Provo un rispetto immenso per il mio Paese», prosegue.

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«La volta in cui ho camminato di più in vita mia è stata per l'Algeria nel 2010. Avevo camminato da casa mia, a Villejuif, fino agli Champs-Élysées per il Mondiale», svela. «È ovvio che io abbia un legame particolare con la selezione algerina. Quello che ho detto, lo pensavo in quel momento, non sarebbe onesto dire il contrario. Ma il fatto di dire che ho mancato di rispetto all'Algeria, con tutti gli insulti che ne sono seguiti, ha ferito perché, nonostante tutto, non è ciò che penso del mio Paese d'origine né è il tipo di rapporto che voglio avere con la gente».

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«Dopo quelle parole c'è stata un'ondata d'odio, con gente che mi diceva: “Non vogliamo che tu metta piede in Algeria”. Io rispondevo: “Non preoccupatevi, non sono uno che cambia idea o rimangia la parola data”. Ma in realtà, anche quella è stata una sciocchezza. Non posso dire che sia stato un errore di gioventù, era ciò che pensavo in quell'istante. La realtà è che non voglio che alla fine della carriera la gente si ricordi di me così, che quando mi vedranno diranno: '"Ah, guarda, lui non ha giocato per la nazionale". È questo ciò che resterebbe. Se domani dovessi giocare per la nazionale e difenderne i colori, ciò che si ricorderà la gente non sarà quello che ho detto sulla Francia».


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