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Europa, quattro squilli: altra 'abbuffata' a pranzo. Grande spirito, classifica più corta

La Fiorentina crea, poi sbaglia parecchio ma alla fine recupera e vince: rimontati tre punti su Atalanta e Lazio verso l'Europa.

«L’appetito vien mangiando», dicono. Sarà per questo che la Fiorentina, ogni volta che si ritrova in campo all’ora di pranzo, esagera. O, magari, sarà perché s’inizia a sentireprofumo di appuntamenti decisivi. Di certo c’è che i viola non stanno mollando niente. Anzi.

Sono seduti ai due tavoli (campionato e Coppa Italia) che valgono l’Europa e, farli alzare, sarà dura. Perché hanno fame. Parecchia. Così scrive il Corriere Fiorentino. ABBUFFATA. E allora, dopo quelle con Sassuolo (3-3) e Chievo (3-4) ecco un’altra (folle) gita fuori porta.

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Sta diventando un classico. La domenica, il pranzo, l’abbuffata. Per fortuna, senza che il pasto resti sullo stomaco. Anzi. L’1-4 di ieri sulla Spal (nono risultato utile consecutivo in trasferta) è un successo che pesa un quintale.

Oggi, nonostante tutto, i viola sono ancora in corsa per l’Europa e, rispetto ad una settimana fa la classifica (tre punti guadagnati su Atalanta e Lazio) si è pure accorciata. Del resto si sapeva: questa (calendario alla mano) era un’occasione troppo ghiotta per non approfittarne.

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E pazienza se, anche stavolta, la banda di Pioli ha fatto di tutto per complicarsi la vita. ERRORI E VOLONTÀ. C’è stato di tutto, nei 90’ del Mazza. Sfrontatezza, personalità, organizzazione, gioco, errori, distrazioni, decisioni sbagliate.

Con un ingrediente che, più di ogni altro, è diventato il marchio di fabbrica di questa squadra: lo spirito. Quella testardaggine tipica degli adolescenti nel non voler mai arrendersi alle difficoltà. «Questi ragazzi mi fanno arrabbiare — ha detto Pioli — perché sbagliano tanto ma hanno un atteggiamento incredibile e se vogliamo scalare la classifica dobbiamo essere così.

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Propositivi. Anche in questa gara non hanno mai smesso di crederci. Era fondamentale vincere e per quello che abbiamo fatto sarebbe stato ingiusto non riuscirci».  

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