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Europa League possibile: ma converrebbe davvero partire dal preliminare a fine luglio?

E’ ovvio che la Fiorentina cerchi di chiudere la stagione nel modo più dignitoso possibile, perciò niente viene trascurato, compresa la diffusione in ciclostile del patto d’onore stipulato fra società, allenatore e giocatori.

L’obiettivo realisticamente massimo è il sesto posto e la Fiorentina dovrebbe raggiungerlo superando anche il Milan: bisogna con onestà ricordare che mai in tutta la stagione la squadra viola ha occupato in campionato una posizione più panoramica della settima piazza.

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La Fiorentina dovrebbe recuperare almeno 7 punti – avendo a disposizione un quarto del torneo – su tre squadre (Atalanta, Inter e Milan) fortemente avvantaggiate e da tempo in modo stabile davanti a lei in classifica.

Ammettiamo però che l’impresa riesca: converrebbe arrivare sesti?

La Fiorentina giocherebbe il terzo turno preliminare (ultima settimana di luglio), per accedere eventualmente a uno spareggio (ultima settimana di agosto) e quindi alla fase a gironi. Converrebbe anticipare i tempi di lavoro e costruzione della squadra all’inizio di una stagione in cui il gruppo dovrà essere rifondato?

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Converrebbe disperdersi in un momento così particolare – smazzata di mercato, nuovo allenatore, ritiro anticipato di almeno due settimane a Moena – all’inizio di un campionato che dal 2018/19 metterà in palio 4 accessi diretti in Champions League?

Quasi tutto è possibile nel calcio, lo insegna il Genk che è addirittura partito dal secondo turno preliminare e ora si trova nei Quarti di Europa League contro il Celta Vigo. Ma siccome siamo in Italia, è utile considerare i precedenti che riguardano le nostre squadre ammesse al terzo turno preliminare dopo la riforma del 2009.

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Ebbene solo la Roma – che pure fu eliminata ai sedicesimi – è riuscita l’anno successivo a qualificarsi per i tornei continentali. Nelle ultime cinque stagioni invece hanno fatto clamorosamente flop Palermo (sedicesimo in campionato), Inter (nona), Udinese (tredicesima), Torino (nono), Sampdoria (quindicesima).

Il Sassuolo è attualmente quindicesimo e negli scorsi mesi è stato devastato da una serie clamorosa di infortuni.

La media ci dice che negli ultimi cinque anni chi ha partecipato al terzo turno preliminare ha totalizzato poi 47 punti e si è piazzato al dodicesimo posto.

Anche questo è un motivo per riflettere, sebbene esistano eccezioni opposte in Europa League per chi è partito dai preliminari: Fulham in finale nel 2010, Atletico Madrid addirittura vincitore nel 2012, il Siviglia nel 2014 ha alzato la coppa dopo essere stato ammesso al posto del Rayo Vallecano per mancanza di licenza Uefa.

Eccezioni, appunto.

Converrebbe allora arrivare sesti e infilarsi nell’eurofrullatore della coppa-bis? O sarebbe meglio – in una zona in strettissimo collegamento con la volontà di sognare – mettere con più concentrazione nel mirino uno dei 4 posti che varranno la qualificazione diretta alla nuova formula di Champions League?

Dibattito aperto, senza la pretesa di influenzare la ricerca di dignità che la Fiorentina dovrà mostrare in tutte le nove partite che le restano da giocare.

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