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Com’è dura trovare un nove che faccia la differenza. Cabral-Jovic (con che formula?) incognite; Immobile, Abraham, Zapata certezze

Le concorrenti della Fiorentina hanno bomber dal rendimento certo. I viola potrebbero ripartire da Cabral-Jovic, e negli ultimi anni diversi acquisti sono stati sbagliati

Ci sono interpreti che fanno la differenza più di altri, soprattutto in alcuni ruoli. La casella del centravanti, per quanto negli anni siano cambiate caratteristiche, compiti e modalità di finalizzazione è una di quelle. Se la Fiorentina vorrà crescere ancora in termini di risultati, com’è auspicabile che sia, dovrà migliorare sia dietro (come detto da Italiano pochi giorni fa) che davanti.

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COMPETITORS. Anche perché le competitors del club viola per l’Europa in attacco hanno delle certezze, a differenza della Fiorentina stessa. La Lazio ha Immobile, la Roma ha Abraham, l’Atalanta ha Zapata (che quest’anno ha saltato metà stagione per infortuni vari), mentre chi compete per la Champions ha Vlahovic, Osimhen, Lautaro (e Lukaku) e Giroud-Leao.

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La Fiorentina dovrebbe, invece, ripartire da Arthur Cabral più Jovic, per il momento, oltre ad un terzo attaccante che potrebbe arrivare in caso di passaggio del preliminare di Conference League. NOVE. Se il brasiliano è apparso spesso in difficoltà nella metà di stagione vissuta in maglia viola, con Italiano che più e più volte gli ha preferito Piatek, il serbo viene da una stagione in cui ha giocato pochissimo, con la necessità di avere a disposizione del tempo prima di potersi ambientare e con l’incognita di un potenziale che, rispetto a tre stagioni fa, è tutto da ritrovare.

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Nessuno dei due, dunque, rappresenterebbe una certezza, almeno ai nastri di partenza della nuova stagione. PRECEDENTI. L’elenco dei numeri nove che negli ultimi anni hanno rappresentato una certezza per la Fiorentina è breve e si esaurisce al solo Vlahovic.

Non la prima versione, bensì quella che con la continuità ha visto il serbo esplodere arrivando al record di reti nell’anno solare di Cr7 (33). In origine furono Pedro, Boateng, poi Kouame, Cutrone, Kokorin fino a Piatek e Cabral, col solo Vlahovic, tra questi, in grado di segnare più di quattro reti in Serie A (con la maglia della Fiorentina).

FORMULA. Cabral e Jovic potranno rappresentare un inversione di tendenza rispetto al recente trend di attaccanti arrivati alla Fiorentina? Questo lo dirà solamente il tempo. Il brasiliano parte col vantaggio di avere già lavorato sei mesi con Italiano, mentre per Jovic sarà importante anche capire la formula con cui il serbo arriverà (sempre che arrivi) alla Fiorentina.

In caso di prestito secco, infatti, si aprirebbe una sorta ballottaggio ‘ideologico’ tra un calciatore già di proprietà (Cabral) e uno che farebbe, in ogni caso, ritorno al Real Madrid. Molto, ovviamente, dipenderà da come Jovic si ambienterà, sia alla Serie A che negli schemi di Italiano.

Se pronti via dovesse dimostrarsi di un’altra categoria, il fatto che a fine anno parta potrebbe essere un problema relativo. NON SBAGLIARE. Fin qui, nonostante per la Fiorentina, l’esigenza sia più o meno la stessa da qualche anno, la casella del numero nove continua a rappresentare un’incognita.

E dopo averlo trovato con Vlahovic, la caccia è ricominciata. Stavolta serve (o almeno servirebbe) non commettere altri errori. Kokorin docet.


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