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Dossieraggio, Gravina indagato nell'inchiesta per appropriazione indebita e riciclaggio

La fuga di notizie e i dossier hanno spinto il presidente della FIGC a chiedere di poter chiarire le accuse

Per oltre due ore il presidente della FIGC Gabriele Gravina è stato ascoltato in procura a Roma nell’inchiesta rivelata dallo scandalo «dossieraggi» e che lo vede indagato per appropriazione indebita e riciclaggio.

LE ACCUSE.

Come scrive il Corriere della Sera, proprio la fuga di notizie e i ladri dossier, veicolati dal finanziere Pasquale Striano e dal pm antimafia Antonio Laudati, lo hanno spinto a chiedere di poter chiarire le accuse di aver assegnato il bando per lo sviluppo del canale tematico della Lega Pro - quando nel 2018 ne era presidente - alla società Isg Ginko in cambio del pagamento di almeno 250 mila euro.

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Una operazione, quest’ultima, che secondo l’accusa sarebbe stata mascherata dietro una doppia caparra a lui versata da una società terza per l’acquisto di alcuni libri antichi, senza che mai l’acquisto sia poi andato in porto.

GLI AVVOCATI: "SIAMO SERENI". Di fronte al procuratore capo Francesco LoVoi, all’aggiunto Giuseppe Cascini, Gravina era accompagnato dagli avvocati Leo Mercurio, Fabio Viglione e Micol Paglia: "Abbiamo chiesto noi l’interrogatorio - dicono i legali - chiedendo di essere presenti a garanzia del nostro assistito.

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Documenti alla mano abbiamo chiarito tutto e siamo sereni che la verità verrà fuori in tempi rapidi".

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