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Donnarumma e Lafont da record. I ragazzi del '99 sfondano

E' il primo incrocio ravvicinato tra i due portieri, spesso accomunati per talento e giovanissima età.

'Sfida tra baby fenomeni', titola La Gazzetta dello Sport. Hanno provato ad accostarli in tutti in modi, ma Alban Lafont non muore dalla voglia di essere considerato il «nuovo Donnarumma». L’ha detto subito, già nel ritiro estivo della Fiorentina in Val di Fassa: «Io sono io».

E in effetti, dal punto di vista tecnico, i due ragazzi del ’99 non sono granché simili: più potente Gigio, più agile il rivale viola. DI CORSA. Fisici diversi che implicano stili differenti tra i pali, ma il denominatore comune è la carriera folgorante.

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Vanno di corsa, saltando le tappe: sono i due portieri titolari più giovani della Serie A, ma entrambi hanno scollinato ampiamente le 100 presenze nei campionati europei di prima fascia. Il ragazzo di Ouagadougou, venuto al mondo in Burkina Faso ma naturalizzato francese, è nato appena un mese prima di quello di Castellammare di Stabia, aspetto che li ha resi sovrapponibili in quanto a record di precocità.

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Si strappano primati su primati, anche se Alban – molto onestamente – in passato ha riconosciuto che «la pressione su Gigio è sempre stata maggiore, cosa che fa aumentare il rispetto nei suoi confronti». Domani la strada per l’Europa di Milan e Fiorentina verrà tracciata anche dall’esito del loro duello: reggere un San Siro da 55mila spettatori (queste le presenze attese allo stadio) è un test di maturità che Gigio ha superato più volte, e che per Lafont sarà un doveroso rito di passaggio.

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LE CIFRE. Stesso numero di parate in questo campionato, 39, ma due presenze in più per Gigio, mediamente chiamato a qualche intervento in meno. Le reti incassate dal milanista sono 18 contro le 15 del viola, dato che non deve sorprendere: prima di mantenere inviolata la porta contro Torino e Bologna (non gli riusciva in due gare consecutive da marzo), Donnarumma aveva vissuto una striscia negativa da 19 match di campionato con almeno una rete al passivo.

Un buon modo per farsi un’idea delle performance dei due ragazzi, giunti ormai quasi al giro di boa, è dare un’occhiata alla media-voto Gazzetta: Gigio qui si stacca nettamente, con un 6,15 che tiene a distanza il 5,9 di Alban.

Il francese contro l’Empoli ha mostrato pregi e difetti del suo repertorio, con un miracolo su Caputo e qualche imprecisione soprattutto in uscita. USCITE. Le escursioni lontano dai pali sono uno degli aspetti su cui Lafont deve migliorare maggiormente.

Come nel caso di Donnarumma, essere proiettato così in fretta nel grande calcio non gli ha dato troppo tempo per lavorare su questo fondamentale ad alto contenuto tecnico (contro la Roma è costato un gol, per esempio). Anche perché i primi passi di Alban nelle sport non prevedevano esattamente l’utilizzo dei guanti: nelle intenzioni sarebbe dovuto diventare un tennista, come il padre, e quando ha posato la racchetta per esibirsi sui prati verdi lo faceva sì nei pressi dell’area di rigore, ma da attaccante, fino ai 14 anni d’età.

Ecco perché coi piedi è tra i portieri più bravi in circolazione, nettamente meglio di Gigio, nonostante gli evidenti progressi. Non è un particolare da poco nel calcio moderno, che prevede la ricerca quasi ossessiva del palleggio «basso» per iniziare l’azione.

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