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Dodo: prendere o lasciare

Il terzino brasiliano è protagonista in negativo di una delle peggiori stagioni della storia recente della Fiorentina. Ma il rinnovo contrattuale è pronto sul tavolo e lui, per ora, non sembra meritarsi questa chance.

In una stagione così disastrosa, sembra gratuito puntare il dito verso i singoli. Tanti hanno deluso, soprattutto rapportando le prestazioni della scorsa stagione con quelle attuali. Un paragone impietoso che non fa sconti a nessuno della “vecchia guardia”.
Dodò è uno di quei giocatori che non è stato in grado di mantenere il livello della scorsa stagione: non un leader ma, a suo modo, un punto di riferimento (per la squadra e i tifosi).

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DELUSIONE. Adesso, attorno al terzino brasiliano c’è aria di delusione e promesse non mantenute. Nell’annus horribilis a tinte viola, i suoi sorrisi, la sua giocosità tipicamente carioca, la sua leggerezza in campo, sono tutte note stonate rispetto allo spartito che il direttore d’orchestra Paolo Vanoli vorrebbe impartire. Dodò è parso spento, poco lucido e decisamente meno scattante e pericoloso sulla fascia di competenza. Anche contro il Torino una prestazione da insufficienza in pagella: impreciso e confuso, perde Casadei sul gol del vantaggio ospite. Altro che testa nel carrarmato: Dodo sembra pedalare svogliatamente per il rettangolo verde su un lento risciò.

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FIDUCIA, NONOSTANTE TUTTO. Ciononostante, qualcuno sembra volerci ancora credere. Non tra i tifosi, certo, ma nella dirigenza. Un contratto per il rinnovo è stato proposto al laterale verdeoro: scadenza 2029 (con opzione per il 2030), ingaggio a 2 milioni. Un bell’attestato di stima e fiducia, che però il terzino sembra non meritarsi, almeno stando alla pancia del tifo viola.

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PARATICI CI CREDE. A prescindere dai malumori, con il suo approdo a Firenze il nuovo ds Fabio Paratici ha posto il rinnovo di Dodò tra le priorità assolute, per programmare il futuro in vista della prossima stagione. Assieme a lui anche Niccolò Fortini, che con Dodò non condivide solo fascia di competenza, ruolo e sventure, ma anche una situazione contrattuale al limite.
Il giovane difensore non percepisce uno degli stipendi più alti in squadra, al contrario del brasiliano, quindi appare meno pesante il fardello dell’aspettativa sulle sue spalle. Ma il quadro suggerisce che il dirigente piacentino, e per estensione il club, vogliono assicurare un futuro in rosa a questi due giocatori.

Prendere o lasciare: adesso è tutto in mano loro.


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