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E se il ‘dieci’ fosse già in casa? Castro, post lockdown missione risalita. E segnare di più

Commisso vorrebbe un trequartista per il futuro viola. Ma potrebbe averlo già in casa. Castrovilli pronto a ripartire e a tornare ai suoi livelli. Missione: fare più gol

Prima dello stop del campionato non stava vivendo un momento esaltante. Sicuramente non ai livelli, forse anche troppo esaltanti, di inizio stagione. Gaetano Castrovilli riparte dal post coronavirus con una missione chiara: tornare a quelle prestazioni che dopo quel momento di difficoltà post 'infortunio' non era riuscito a ripetere.

Cosa fisiologica per un ragazzo classe 1997 che si è affacciato per la prima volta in Serie A solo quest'anno, e chiamato a confermarsi dopo un avvio eccezionale. Ancor di più dopo lo spavento vissuto a fine gennaio quando d’improvviso si ritrovò a non rendersi conto di dove fosse e cosa stesse facendo in mezzo ad un campo di calcio.

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RIPARTENZA. E dopo aver tirato il fiato, Castrovilli è pronto a ripartire. In mezzo al campo, assieme a Duncan e Pulgar. Con compiti di avanzare sulla trequarti, sia in caso di 3-5-2 che di 4-3-3. La prima ipotesi lasciata pre stop, la seconda più plausibile col rientro di Ribery.

Una missione che si era prefissato era quella di raggiungere l’Europeo, con la casacca azzurra accarezzata e le attenzioni costanti del ct Roberto Mancini. Lo slittamento al 2021 della competizione internazionale non cambierà di molto le cose.

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Anzi, tutto lascia pensare che da ‘azzurrabile’ possa passare nel giro di dodici mesi ‘titolabile’ nella stessa nazionale italiana. Soprattutto se dovesse confermare quanto di buono fatto vedere in questo campionato. L’altra missione gliel’hanno data lo stesso Mancini e Beppe Iachini: segnare di più.

CACCIA AL GOL. Non che 3 reti e 2 assist al primo anno di Serie A siano pochi. Ma nelle idee del ct azzurro e del tecnico viola c’è la convinzione che possa e debba andare al tiro con maggiore frequenza e di conseguenza al gol.

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Non è un caso se Iachini, ma prima anche Montella, gli abbia dato licenza di sganciarsi dalla casella di interno classico. Ma i 18 tiri totali messi a referto in 24 presenze sono tuttavia pochi. Numeri, tuttavia, compensati da quella capacità di lasciare sul posto l’avversario che lo colloca al secondo posto assoluto per dribbling in Serie A dietro solo al funambolo Boga.

TREQUARTISTA. Non è un mistero che a Commisso piaccia il ‘dieci’ da mettere dietro le punte. Il trequartista di fantasia capace di mandare in porta le punte e di buttarla dentro. Da qui le voci insistenti su De Paul prima e Paquetà poi.

E se la Fiorentina lo avesse già in casa il suo trequartista? La ‘dieci’ la dovrebbe avere sulle spalle per l’anno prossimo, anche se sui paragoni con Antognoni Castrovilli stesso non vuole sentirci, preferendo mantenere i piedi per terra.

Coniugare numero di maglia, caratteristiche, e ruolo in campo sarebbe la chiusura del cerchio, per lui che proprio da trequartista nacque calcisticamente per poi evolversi e diventare quello che è oggi. E che nessuno, ancora, può sapere ciò che diventerà.

Le qualità ci sono. La mentalità anche. La scalata di Castrovilli, d’altronde, è solo che appena cominciata.

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