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Diamanti su Salah: «A Firenze sempre con il cappuccino. Dubitavamo di lui in allenamento, poi...»

Le parole dell'ex trequartista viola sull'egiziano con cui ha condiviso sei mesi a Firenze: «Lo presi sottobraccio. Sbagliava tanti gol però»

«Si arriva a un punto della carriera in cui è lecito fare scelte diverse: dopo tutti gli anni, i gol, i record e ciò che ha fatto per i Reds penso sia anche normale». L'addio di Mohamed Salah al Liverpool ha comprensibilmente lasciato il segno in tutti gli amanti di calcio internazionale. A Gianlucadimarzio.com l'ex viola Alessandro Diamanti ritorna su quei sei mesi intensi alla Fiorentina di Montella durante la stagione 2014-15. 

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IMPATTO. «Ho sempre avuto un rapporto bellissimo con Momo anche perché io parlavo inglese, lui, arrivato dal Chelsea non parlava italiano e così, essendo un po’ il collante tra tutti in spogliatoio, l’ho preso sottobraccio. Era arrivato dalla Premier League e sapevamo fosse forte, ma in allenamento ne abbiamo inizialmente dubitato perché, sebbene già velocissimo, non era tecnicamente devastante come adesso».

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ALTRA CATEGORIA. «Una volta in condizione ha dimostrato di essere di un'altra categoria, con una velocità clamorosa. Di gol, però, ne sbagliava tanti, era più bravo a creare occasioni».

INTESA E CAPPUCCINI. «È stato un piacere giocare con lui: essendo io un fantasista lo cercavo nello spazio e lui aveva un motorino, quindi era facile da trovare. Un ragazzo incredibile, del quale conservo un grandissimo ricordo sinceramente. Aneddoti? Gli rompevo sempre le p***e perché aveva sempre il cappuccino in mano, non si sa quanti ne beveva. Prima dell’allenamento in spogliatoio c’era il cappuccino, post allenamento cappuccino così gli dicevo sempre ‘Un giorno di questi ti ca**i addosso’. Era divertente vederlo continuamente girare in mano con quest’enorme tazza, parliamo di un ragazzo alla mano, simpaticissimo e indubbiamente un campione assoluto, c’era grande stima reciproca».

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FUTURO DI SALAH. «Non credo proprio che torni in Serie A, secondo me non rientrerà mai in Italia, troverà certamente una soluzione per continuare ad alti livelli all’estero oppure andrà a godersi la vita per finire la carriera in serenità, senza pressioni. La prossima meta? Sinceramente non saprei rispondere, mi baso su mie sensazioni. Non l’ho più sentito, lo ricordo con grande affetto, se dovessi vederlo in giro sicuramente berremo un bicchiere insieme».


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