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Di Chiara: «Troppo turnover? Vincere aiuta a vincere»

Alberto Di Chiara è intervenuto a Radio Bruno per commentare l’imminente trasferta europea e il momento della squadra

Alberto Di Chiara, ex giocatore di Fiorentina, Parma e Lecce, è intervenuto oggi pomeriggio a Radio Bruno per commentare l’imminente trasferta di Conference e il momento della squadra, soffermandosi su due protagonisti delle ultime settimane.

SUL TURNOVER DI COPPA. «Al di là della scomodità della trasferta in Polonia, io sarei dell’idea di stare sempre al massimo della concentrazione. Sono convinto del fatto che vincere aiuta a vincere: andare lì e fare turnover non è una brutta idea, la partita col Pisa è fondamentale. Bisogna cercare di uscirne fuori con una mentalità vincente, la Fiorentina cerca questo dall’inizio di un campionato in cui fa fatica a uscire dai bassifondi della classifica».

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PARALLELO CON LA STAGIONE DEL 1990. Di Chiara ha anche parlato dei possibili paragoni tra la stagione attuale della Fiorentina, e quella del 1989-90, che si chiuse con la Fiorentina in finale di Coppa UEFA (poi persa nel doppio scontro con la Juventus, con tanto di polemiche e furto sul campo neutro di Avellino), ma a un passo dalla retrocessione, poi sconfessata: «Il contesto odierno è diverso, quel campionato di A era più competitivo, i valori erano differenti. Oltre a questo, quella Fiorentina disputava la Coppa UEFA, con partite molto più stimolanti, tipo quella con l’Atletico Madrid. Quell’anno ci salvammo all’ultimo. Il parallelo è fattibile se consideri le ambizioni iniziali delle due squadre, costruite per competere ad alti livelli ma ritrovatesi a lottare per non scendere in B».
Ancora Di Chiara: «Se c’è un paragone che si può fare tra i due percorsi europei, è quello con la trasferta di Kiev. Là trovammo un freddo che i giocatori della Fiorentina potrebbero trovare domani in Polonia. Ma la situazione politica allora era molto più pesante, c’era ancora il blocco sovietico e mi ricordo che in aeroporto c’era l’esercito ad aspettarci».

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SU PARISI. «Quanto ti trovi a provarle tutte, qualcosa azzecchi. Provato alto a destra sta funzionando. Ha cambiato marcia, ma era stato anche gestito male. Se riesce a mantenere questo rendimento non sarà determinante da qui alla fine, ma utile si. È un giocatore duttile che può far comodo. Alla scarsa fisicità può sopperire con la sua rapidità».

SU GUD. «Gudmundsson è fragile a livello fisico, ma ha delle qualità tecniche notevoli, che può e deve fare la differenza là davanti. Va gestito col contagocce purtroppo».

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