Dall'esterno 'vedono' una Fiorentina da Europa, ma a Firenze molti sono scettici. Pioli, l'ora delle (prime) scelte
Sei giorni all'esordio: è una Fiorentina da Europa League? Differenti opinioni tra Firenze e fuori città.
L'attesa si allunga, la voglia di calcio giocato è sempre più pressante. Prima la possibilità di iniziare con l'Europa League già a fine luglio, annullata dalla sentenza del Tas, poi l'esordio in campionato rimandato (giustamente) per la tragedia che ha colpito Genova e l'Italia intera.
Ancora sei giorni per vedere all'opera la Fiorentina 2018/2019: concentrazione e voglia di fare (finalmente) sul serio da parte della squadra, curiosità da parte dei tifosi (e degli addetti ai lavori). UNA FIORENTINA DA EUROPA?
- Il mercato si è concluso in passivo (non succedeva da qualche anno), i voti al lavoro estivo sono stati fin qui più che positivi, l'obiettivo è chiaro: 7° posto. O meglio, Europa. Già, ma sarà una Fiorentina in grado di competere per i primi 6-7 posti?
Secondo i pareri a livello nazionale, sì. Tant'è che nelle varie 'griglie' di inizio stagione, in tantissimi hanno collocato la Fiorentina proprio al 7° posto. Davanti ad Atalanta, Torino, Sampdoria e le altre concorrenti. Non solo: al mercato di Corvino praticamente tutti i quotidiani hanno dato un bel 7 pieno, e tanti addetti ai lavori – e personaggi del mondo del calcio, dagli allenatori ai giocatori – stanno indicando in questi giorni la Fiorentina come la possibile sorpresa e rivelazione della stagione.
SCETTICISMO FIORENTINO – E a Firenze, invece? I fiorentini sono più scettici. 'Vedere per credere', insomma. Del resto, il ridimensionamento degli ultimi anni è stato evidente – si è passati dal lottare stabilmente per il 3°-4° posto, ad un doppio 8° posto – e la frattura tra parte della città e i Della Valle è sempre aperta.
Non tutti, poi, sono convinti in pieno degli affari estivi: diverse incognite, molti 'se' ed operazioni temporanee. 'Progetto giovani' intrigante da una parte, per chi è convinto di una Fiorentina-rivelazione; 'tante scommesse da valutare' dall'altra, per chi invece si aspetta poco dai viola o ci va molto più cauto.
Ci si divide sulle prospettive di una squadra che ha sì l'esuberanza, la sfrontatezza e i margini di crescita dei più giovani della Serie A (età media 23 anni), ma ha anche tanta inesperienza e poca 'conoscenza' del campionato italiano (poco più di 1000 presenze totali tra i 30 giocatori in rosa, una media di 35 partite in Serie A per giocatore – nessuna squadra ha complessivamente così poche presenze in campionato, anzi 12 formazioni hanno addirittura il doppio o il triplo di partite in A rispetto ai viola).
TANTE CONCORRENTI – Dove potrà arrivare, insomma, questa Fiorentina? Ovviamente sono 'discorsi' estivi e all'alba di una stagione lunghissima e ricca di imprevisti. Ma ai nastri di partenza, ci sono diverse rivali per l'Europa: oltre a Juve, Napoli, Roma e Inter che partono con i favori per i primi posti, più Milan (che si è rinforzato sul mercato e riparte da un Gattuso da rendimento Champions) e Lazio (ha cambiato poco e deve confermarsi), tante le squadre che ambiscono al 7° posto e all'Europa.
L'Atalanta che ha 'strapazzato' all'esordio il Frosinone e che ormai è una realtà in zona-europea, il Torino che si è rinforzato, la Samp che ha cambiato non poco ma ha giocatori di sostanza e qualità. SI PARTE – Chiaro che poi sarà il campo a dover parlare.
E la Fiorentina non vede l'ora di esordire. Lo farà domenica sera, al Franchi contro il Chievo. Con gli abbonamenti che superano quota 17 mila con la prospettiva di superare anche 18 mila entro domenica: una crescita rispetto ad un anno fa e una fede che, nonostante le contestazioni, non molla i tifosi viola.
Pioli, intanto, è chiamato alle prime scelte. Perché comunque, ai nastri di partenza, ha una rosa folta – anche troppo – e diverse possibili opportunità. Dovrà fare a meno di Veretout per due partite, deve accelerare l'inserimento dei nuovi e cercare quantità e qualità in tutti i reparti.
L'ORA DELLE SCELTE – Dietro si parte da Lafont, e ci sono pochi dubbi. Così come la difesa con Milenkovic-Pezzella-Vitor Hugo-Biraghi, anche se poi a destra ci sono anche Laurini e Diks che incalzano per le successive partite, e le possibili scelte sono quindi diverse anche a seconda degli avversari.
In mezzo Norgaard potrebbe esordire in maglia viola, così come Gerson; da scoprire Edimilson Fernandes, mentre Benassi è chiamato al salto di qualità e di personalità. E poi c'è Dabo, jolly che comunque dà caratteristiche importanti.
Davanti, poi, chi con gli intoccabili Simeone e Chiesa? Eysseric è quello più pronto ma dà poche garanzie qualitative, Pjaca è il titolare designato ma ha bisogno di trovare la miglior condizione. Spazio, quindi, a Mirallas? Chissà, ancora qualche giorno per scegliere. Con una voglia matta di far parlare il campo.



Lascia un commento