Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Dalla pioggia di soldi per Duncan e Lirola al no per Berardi. E quella pista De Zerbi rimasta solo un’idea

Pioggia di soldi pagati dalla Fiorentina al Sassuolo per Duncan e Lirola. Il Sassuolo, invece, disse no per Berardi. Oltre all'idea De Zerbi rimasta tale. Là intanto crescono, qui si va all'indietro

Sembra passato un secondo da quando la Fiorentina vendeva Babacar al Sassuolo per quasi 10 milioni di euro. Da allora, in avanti, le operazioni tra i due club le ha azzeccate tutte quello neroverde. DUNCAN-LIROLA-BOA. A cominciare da Alfred Duncan, che assieme a Pol Lirola sono stati prelevati dalla Fiorentinaa peso d’oro, per un totale di circa 30 milioni di euro, ai quali aggiugnere il trasferimento di Boateng, costato circa 1 milione.

sponsored

Oltre 30 milioni versati dal club di Commisso a quello della famiglia Squinzi, per tre giocatori che hanno trascorso più tempo in panchina che in campo. E che quando hanno giocato non hanno di certo reso secondo le attese. Anzi.

SASSUOLO AVANTI, FIORENTINA INDIETRO. Eppure, nonostante la Fiorentina abbia portato via al Sassuolo due calciatori importanti, la società neroverde continua a crescere, sia nei risultati che nelle gerarchie, mentre quella viola continua ad indietreggiare.

sponsored

Capita quando con quei 30 milioni il Sassuolo ci ha preso i vari Boga, Locatelli, Muldur e Caputo, mentre da queste parti sono stati presi svincolati di lusso, e calciatori che non rendono da tempo come Pulgar, Amrabat, e gli stessi arrivati dal Sassuolo.

DA BERARDI A DE ZERBI. Sarebbe potuto arrivare in viola anche Domenico Berardi. I rumors riferivano di un tentativo da parte di Pradè di portarlo in viola per 30 milioni. Ma il Sassuolo non ha mai cambiato registro: no, Berardi resta.

sponsored

Oltre ad una volontà del calciatore di rimanere in neroverde ormai acclarata da anni. Se Berardi continua a crescere a livello di prestazioni, c’è anche l’altro grande regista dell’ascesa del Sassuolo, Roberto De Zerbi. “Se avessi voluto Juric o De Zerbi il presidente me l'avrebbe fatto prendere”, disse il ds viola Pradè in sala stampa.

L’obiettivo vero, iniziale, della Fiorentina era proprio De Zerbi per la panchina di questa stagione. Ma De Zerbi stesso ha sempre detto no ad ogni tipo di sondaggio. Voleva rimanere al Sassuolo, per portare avanti un percorso chiaro, netto e iniziato da tempo.

Da lì la virata su Juric, mentre poi, ma ormai è cosa nota, la decisione presa dalla società è andata nella direzione della conferma di Iachini. LÀ CRESCONO, QUI REGREDISCONO. Anche se a colpire di più non è tanto il singolo di turno, ma l’insieme.

Al Sassuolo, infatti, tutti crescono. I giovani si affermano e fanno continui passi in avanti, e gli innesti sul mercato difficilmente diventano dei flop. Dalle parti di Firenze, invece, avviene l’esatto contrario. E da anni, su entrambi i fronti.

Ogni singolo elemento che arriva in maglia viola regredisce, a livello tecnico, e mentale. E mentre De Zerbi vola, a Firenze si continuano ad avvicendare tecnici senza riuscire a trovare la vera chiave per evitare di lottare per la zona retrocessione.

AMBIENTE. Molto potrebbe incidere l’ambiente, inteso come somma dei concetti di piazza, continuità, programmazione, ambizioni, spese, annessi e connessi. Sarà un caso se Amrabat, l’anno scorso nel meccanismo di Juric funzionava, e quest’anno, a Firenze no?

Sarà un caso se nel Sassuolo chi viene inserito rende e altrove ha qualche difficoltà? Basta prendere ad esempio lo stesso Lirola, che nell’ultimo anno in neroverde collezionò 7 assist e due reti, giocando da terzino. Dal suo arrivo a Firenze, invece, non è mai riuscito ad esprimersi a tali livelli.

E come lui, praticamente, tutti gli altri della rosa di quest’anno e quello precedente. E il fatto che tutto ciò si vada ripetendo, ancora e ancora, richiede delle profonde analisi interne alla stessa Fiorentina. Sbagliare qualche acquisto ci può anche stare, così come qualche cessione.

Ma tutte, è quasi impossibile. Intanto al Sassuolo avanzano, e la Fiorentina indietreggia. In maniera costante. E sarebbe anche giunto il momento di cambiare rotta. Sia per l’oggi, che per il domani.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento