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Dal mercato poco o nulla, ma ora serve l'apporto dei due nuovi acquisti

Non è arrivato l'esterno che Italiano aveva chiesto, ma ormai il mercato è chiuso. Ora i due nuovi volti devono dare qualcosa in più alla causa

All’inizio del mercato invernale Vincenzo Italiano aveva espresso qualche desiderio piuttosto urgente. Soprattutto dopo la sconfitta del 6 gennaio contro il Sassuolo, capace di mettere a nudo la condizione di emergenza, legata specialmente agli infortuni, in cui versava la Fiorentina.

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Le due maggiori necessità su cui si era sbilanciato il tecnico facevano riferimento a un terzino destro di qualità e un esterno offensivo in grado di dare determinate garanzie. Le premesse della dirigenza per bocca del dg Joe Barone - «Abbiamo già il frigo abbastanza pieno» - non facevamo presagire grandi movimenti in entrata e, alla fine, si è optato per l’acquisto del terzino classe ’91 Davide Faraoni e del centravanti Andrea Belotti.

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Dunque nessun esterno d’attacco, a fronte tra l’altro dell’addio di Josip Brekalo.

FARAONI, IMPATTO ILLUSORIO

Ufficializzato il 13 gennaio con la formula del prestito con diritto di riscatto, Faraoni non si può dire che abbia spostato gli equilibri in maniera decisiva sulla sua corsia di competenza. Aveva illuso il suo impatto in maglia viola, visto che già contro l’Udinese era sceso in campo per 45 minuti confezionando un assist.

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Poi solo due minuti in Supercoppa col Napoli e un buon esordio da titolare contro l’Inter. Dopodiché l’involuzione che ha visto il trentaduenne soffrire a Lecce e a Empoli (con due panchine nel mezzo) per un totale di 5 presenze.

BELOTTI DECISIVO, POI...

Senza voler attribuire le responsabilità del momento critico ai due nuovi calciatori, anche Belotti però è partito in quarta salvo fermarsi altrettanto in fretta. Arrivato dalla Roma in prestito oneroso e secco fino a giugno, il Gallo ha pronti-via sfiorato il gol colpendo una traversa a Lecce, per poi realizzare la prima rete nella gara successiva in casa col Frosinone.

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Subito essenziale. Lo stesso non si è potuto dire, tuttavia, a Bologna e ad Empoli, entrambe sfide nelle quali l’ex Torino è sembrato avulso dal gioco della squadra. Per ora sono 4 le sue presenze con la Fiorentina. Il dg Barone aveva spiegato: «Abbiamo portato dentro due capitani come Belotti, che lo è stato al Torino, e Faraoni che lo era all'Hellas Verona».

È proprio questo il momento in cui i due innesti devono dimostrare le loro doti di trascinatori.

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