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Dainelli: "La baby Fiorentina mi piace, può essere la sorpresa con un super attacco. Quanto brucia la C.Uefa 2008..."

L'ex capitano della Fiorentina, dopo gli anni al Chievo, riparte dal Livorno. E parla ancora della Viola attuale e del passato.

La Toscana nel sangue. Dario Dainelli, nato a Pontedera nel 1979, è partito dalle giovanili dell’Empoli per una lunga carriera. È passato da Firenze lasciando il segno come capitano della Fiorentina e ora, a 39 anni compiuti, ha deciso di chiudere il cerchio a Livorno: «Ho valutato questa opportunità — racconta — perché Lucarelli, che conosco da molti anni, e Diamanti mi hanno chiamato e mi hanno trasmesso entusiasmo.

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Poi il fatto di tornare in Toscana, a casa, ha fatto la differenza». Così racconta al Corriere Fiorentino. Eppure il pensiero di smettere con il calcio lo ha fatto: «Sì, lo confesso. Ma lo scorso anno col Chievo è andato bene e questo ha alimentato la voglia di poter giocare almeno un altro anno».

E così ha firmato per il Livorno: «È una piazza importante, calda e questo mi ha stimolato: alla mia età un po’ di occhi addosso fanno bene, perché ciò che ti rende sempre attivo e vivo è il fatto di dover dimostrare qualcosa».

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Domenica c’è Fiorentina-Chievo: «Spero di esserci. Ho notato che anche quest’anno la Viola ha una squadra di ragazzi giovani, con tante qualità. Per me è un’ottima base per il futuro. Credo che la Fiorentina possa essere una bella sorpresa e sono curioso di vedere all’opera Pjaca.

Penso sia la ciliegina sulla torta: con Chiesa e Simeone formerà un attacco super attrezzato».   C’è qualcosa di incompiuto nella carriera di Dainelli? «Mi brucia non aver alzato un trofeo e quella Coppa Uefa del 2008 ce l’ho ancora in gola.

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Poi, per dirla tutta, sabato scorso ho sofferto a non giocare contro Cristiano Ronaldo, ma a 39 anni sarebbe stata dura». Dario racconta un retroscena sulla tragica scomparsa di Astori: «Quella mattina mi ero sentito con i magazzinieri della Fiorentina, Leonardo e Romeo.

E mi hanno avvertito in tempo reale. La prima sensazione che ho avuto è stata di incredulità. In quei momenti ti rendi conto di quanto la vita sia fragile. Poi devi cercare di andare avanti. L’ho fatto io e l’hanno fatto tutti i ragazzi della Fiorentina»

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