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Da timida a travolgente: metamorfosi viola in 10 contro 11. Le scelte di Calvarese...

Fiorentina opaca per un'ora, poi con l'inferiorità numerica si è trasformata: Iachini azzecca la mossa Cutrone, Caceres sfiora il colpaccio.

Il grande Nils Liedholm sosteneva che a volte era più facile giocare in dieci. Ieri la sua tesi ha trovato conferma nella sfida tra due sue ex squadre, Fiorentina e Milan. La Viola in 10 uomini dal 16’ del secondo tempo per un discutibile rosso a Dalbert e in svantaggio di un gol, ha improvvisamente cambiato faccia.

Non più timida e impaurita, ma quasi travolgente. Conquistando il pareggio con un rigore trasformato da Pulgar e sfiorando, addirittura, la vittoria con un tocco ravvicinato di Caceres. Il calcio regala delle storie strane. C’è da dire che Pioli e la squadra hanno contributo all’improvviso risveglio degli avversari, anche se resta l’ombra di un rigore più che dubbio, scrive La Gazzetta dello Sport.

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BUON PUNTO. Il tecnico rossonero poteva gestire meglio i cambi (perché il ragazzino Saelemaekers?) e i giocatori non hanno giustificazioni per aver staccato di colpo la spina. Come se la partita fosse già chiusa. L’1-1 accontenta sicuramente la Fiorentina che continua a raccogliere punti preziosi per uscire prima possibile dalla zona salvezza.

Tutto sommato consente anche al Milan (primo pareggio in trasferta in campionato) di agganciare il Napoli al sesto posto. Ma ai rossoneri resta il rimpianto per aver buttato via una vittoria preziosa nella corsa all’Europa. MILAN E VAR.

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Più Milan nel primo tempo. La squadra di Pioli conquista subito il centrocampo con la coppia Bennacer-Kessie. La Fiorentina, invece, sceglie di aspettare. Sperando nelle ripartenze di Chiesa. Ma nel primo tempo l’idea di Iachini non funziona.

La colpa dei rossoneri è quella di non saper concretizzare il superiore possesso palla e quello che riesce a costruire. Al 17’ Rebic chiude di testa senza la giusta cattiveria un lancio perfetto di Castillejo. Dragowski è attento e respinge.

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Per abbattere il muro viola ci vorrebbe il vero Ibra. Al 34’ Zlatan entra in scena. Ruba palla a Dalbert (ma aiutandosi con la mano), si beve in dribbling Pulgar, salta Caceres e chiude con un diagonale perfetto. Un gioiello.

Ma l’arbitro Calvarese annulla dopo aver consultato la Var. GOL. Nella ripresa al 7’ esce Donnarumma e al suo posto entra Begovic. Il portiere bosniaco si mette subito in mostra deviando una girata di testa di Chiesa. Il primo lampo della Fiorentina.

Ma la supremazia in mezzo al campo consente al Milan di continuare a dettare i tempi della gara. E all’11’ i rossoneri passano in vantaggio con l’ex Rebic, grazie a una serie di errori della difesa della fiorentina: Caceres sbaglia lo stop di petto, Pezzella perde Rebic e Pulgar corregge la direzione del tiro ingannando Dragowski.

REAZIONE. La reazione viola è immediata. Chiesa reclama un rigore. Il Var non interviene ma poteva esserci l’ammonizione di Conti. Interviene, invece, sul capovolgimento di fronte per segnalare a Calvarese il fallo di Dalbert su Ibra.

L’arbitro decide per un rosso quantomeno discutibile. In inferiorità numerica e sotto di un gol la squadra di Iachini si scatena. Il tecnico inserisce Cutrone passando al 3-4-2. Una mossa vincente. La Fiorentina sfiora il pareggio con una micidiale ripartenza di Vlahovic il cui rasoterra non inquadra di poco lo specchio della porta.

PARI. Il pareggio arriva invece al 40’: Vlahovic pesca in area Cutrone che viene a contatto con Romagnoli. Per Calvarese è rigore, una scelta discutibile. Pulgar trasforma, per lui 4 centri su 4 esecuzioni dal dischetto. L’ultima occasione è ancora viola e Begovic è ancora bravissimo su tocco ravvicinato di Caceres.

Finisce 1-1 e fa festa solo la formazione viola.

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