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Da Pisa al Pisa, il tracollo e la paura. Ma ora un'occasione per invertire un trend preoccupante

Il pari d'andata in cui andò anche bene ai viola, poi una lunga serie di scontri diretti buttati via. Domani c'è solo da vincere

Era il 28 settembre, Pisa-Fiorentina, 0-0. Quinta giornata, uno stop che accese qualche campanello d'allarme. Andò anche bene, nell'occasione, ai viola, ma sembrò soprattutto una tappa 'steccata' di un inizio di stagione complicato. In pochi si immaginavano che la prima vittoria in campionato sarebbe arrivata solo alla 16° giornata, che dopo 25 partite i viola avrebbero avuto solo 21 punti in classifica. Terz'ultimo posto, da una vita ad annaspare nella lotta retrocessione.

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NUOVA DIMENSIONE. È cambiato tutto in questi cinque mesi. I due allenatori, Pioli e Gilardino. Tanti elementi delle due squadre. Soprattutto la dimensione. Quella della Fiorentina. All'Arena Garibaldi i viola si presero il terzo punto nelle prime cinque giornate, tutti si aspettavano una svolta che doveva arrivare dopo i proclami estivi di alta classifica. Invece quella classifica si è fatta via via sempre più complicata, a tratti sportivamente drammatica. Fino alla paura della retrocessione. Che vive tuttora. Perché il derby di domani sarà ad alta tensione. Sei punti di distanza tra le due squadre (21 a 15), i viola si sono tirati un po' più in su con la vittoria di Como, i nerazzurri invece dividono l'ultimo posto con il Verona. Ma la squadra di Hiljemark vorrà prendersi almeno la soddisfazione di fermare i viola al Franchi, uno dei derby più attesi (dopo quello con il Livorno, chiaro) dai pisani. Per la Fiorentina però c'è solo un risultato a disposizione domani.

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CHE OCCASIONE. Lo dice la classifica, una volta di più. Il Lecce (24 punti) ha perso contro l'Inter, dopo aver resistito per buona parte di match, il Genoa ha vinto allungando un po' e ritirando in ballo il Torino (entrambe a 27 punti). Il Parma ha strappato i tre punti contro il Milan e si è portato a quota 32, la Cremonese (ora a 24) sfiderà in serata la Roma. Per la Fiorentina l'occasione è troppo importante per lasciarsela sfuggire. Stavolta per davvero. Agganciare il Lecce, magari la squadra di Nicola, staccare forse definitivamente le ultime due. E fare la corsa anche sui granata e sul Cagliari (ora a 29 punti), oltre che sul Grifone di De Rossi. Il 'problema' è che tante volte, troppe, i viola hanno fallito certe opportunità in stagione. Spesso inaffidabile, la Fiorentina, quando c'era da dare continuità di prestazioni e risultati. Specie negli scontri diretti. Ma serve cambiare questo maledetto trend.

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SCONTRI DIRETTI: CHE GUAIO. Una sola vittoria per la Fiorentina contro le dirette concorrenti per la salvezza. Nelle 10 partite giocate contro chi naviga dal 12° posto in giù, i viola hanno vinto solo una volta, contro la Cremonese in casa al 92'. Poi cinque pareggi (Torino due volte, Cagliari all'andata, Pisa, Genoa) e quattro sconfitte (Lecce, Verona, Parma, Cagliari al ritorno). Otto punti in 10 partite. Nessuna rivale ha fatto peggio negli scontri diretti. Verona e Pisa hanno fatto 9 punti (rispettivamente in 12 e 9 incroci), la Cremonese 11, il Torino 15, il Genoa 16, il Lecce 17, il Cagliari 'addirittura' 20 e il Parma 21. Sardi e gialloblù hanno costruito gran parte della corsa salvezza proprio negli scontri diretti, i viola proprio no. Domani contro il Pisa c'è da voltare pagina. Dimostrare che le due vittorie di fila tra campionato e Conference vogliono dire qualcosa. Che i 12 punti in 8 partite di Serie A nel 2026, nonostante i soliti (pesanti) punti persi nei finali e diversi alti e bassi (all'interno delle solite gare anche) possono voler dire qualcosa di diverso. Ora non si può più sbagliare.


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