Da Iachini a Chiesa: Commisso e gli snodi per il futuro. Tra un calendario da tour de force e l'ipotesi playoff: corsa contro il tempo
Protocollo sicurezza da rifare, 14 giugno data limite per la ripartenza. L'importanza delle seconde linee nel calcio d'estate. Mentre Rocco dovrà fare scelte cruciali
Una corsa contro il tempo. Tra incastri di date, decreti da interpretare e paradossi, il calcio – o meglio, la Serie A – continua tra mille difficoltà a cercare un modo per ripartire. Per portare a termine la stagione. La Lega di A si aspettava dal decreto di ieri sera, in vigore dal 4 maggio, un'apertura per gli allenamenti individuali, invece il tutto è slittato – forse – al 18 maggio, almeno per gli sport di squadra.
Al momento, in attesa magari di chiarimenti o specifiche da qui al 4 maggio, c'è un bel paradosso: gli atleti potrebbero andare a correre, individualmente, per strada o nei parchi (quelli che saranno riaperti), ma non nei maxi centri sportivi delle società.
Un esempio fiorentino: ok una corsa alle Cascine o sui lungarni, ma niente sgambata in solitaria ai campini. Anche la Fiorentina, come tutti i club, aspetta novità che potrebbero arrivare entro lunedì. Mentre il mondo del calcio deve ancora perfezionare il protocollo di sicurezza non giudicato 'sufficiente' dal ministro Spadafora.
Del resto, bene ribadirlo, prima di tutto viene la salute, la sicurezza che tutto il gruppo-squadra (giocatori, staff, magazzinieri, addetti degli alberghi dove si terrebbero i ritiri) possa isolarsi dal mondo senza rischiare.
Si capisce bene, è un'impresa tutt'altro che facile. Gravina è ottimista: "Correggiamo il protocollo e ripartiamo, pronti per il 18 maggio". Spadafora invece rallenta ancora sulla ripresa del campionato. DATA LIMITE. In ogni caso, resta una corsa contro il tempo perché, con la Uefa che ha stabilito il 2 agosto come data ultima per terminare i campionati e consegnare la classifica e le qualificate per le prossime coppe europee, la Serie A ha bisogno di 15 date utili per concludere la stagione.
Dodici turni effettivi mancanti di Serie A, più uno per i recuperi delle gare rinviate a suo tempo, e due per semifinali di ritorno e finale di Coppa Italia. Bene, il rapido conto porta a una partenza limite al 14 giugno per il campionato: ci sarebbero, in questo modo, proprio 15 finestre giocando sempre domenica-mercoledì-domenica.
Pensando ad almeno tre settimane per gli allenamenti prima di ripartire (servirà una preparazione specifica, visto che si giocherà ad alta intensità e sotto il caldo estivo), le sedute collettive dovrebbero ripartire al massimo per il 24 maggio.
Sperando che non ci sia nessun contrattempo: insomma, siamo precisi. Per questo, man mano che passano i giorni, resta sempre l'ipotesi di playoff e playout. Un'opzione che per il momento vede contrari diversi club, tra chi si gioca le coppe (e lo scudetto) e chi invece la permanenza in A, anche perché non sarebbe chiaro chi prenderebbe parte ai due tornei.
Ma se non ci sarà una svolta entro poche settimane, potrebbe essere l'unica alternativa al 'congelamento' della classifica. A meno che la Uefa non cambi idea sulla data ultima del 2 agosto, sia chiaro. TOUR DE FORCE. Si dovesse ripartire davvero a metà giugno, sarebbe un bel tour de force estivo.
Tutta la rosa dovrebbe essere 'in palla', questo varrebbe anche in chiave viola: da un attacco che recupererà anche Ribery e Kouame, ad un centrocampo dove Badelj e Benassi, ma anche Agudelo, avrebbero più chance, così come Ceccherini e non solo in difesa, oppure Sottil sulle fasce.
Occasioni importanti, in caso, per chi deve giocarsi il futuro. Dalbert che è in prestito secco, ma anche capitan Pezzella e diversi altri. Perché l'idea di Commisso è chiara: costruire l'anno prossimo una Fiorentina da Europa.
Confermando chi della squadra attuale darà garanzie per formare una Viola competitiva, e investendo ancora sul prossimo mercato. Nonostante la crisi e le difficoltà, Rocco non si tirerà indietro. Lo ha ribadito anche nelle tante, ultime interviste.
L'ALLENATORE. Scelte da fare, importanti, cruciali. Commisso ha fatto qualche 'mea culpa' per alcune decisioni che si sono rivelate 'non fortunate' al suo primo anno. Una sorta di 'scottatura' che il presidente ha 'bollato' come inesperienza.
La prima scelta 'calda' sarà sul futuro di Iachini. "Ci sono ancora dodici partite da giocare. Vediamo", ha commentato Rocco. "Però Iachini mi piace, ho con lui uno splendido rapporto anche dal punto di vista umano. Viaggia a una media di 1,5 punti a partita.
Se va avanti così...". Insomma, Beppe era arrivato principalmente per togliere la Fiorentina dalla zona 'calda' di classifica, non ha un curriculum di stampo internazionale, ma 'a pelle' è uno che piace, sia a Commisso che a gran parte dei tifosi.
E anche i giocatori lo seguono: per il tecnico saranno 12 partite importanti, qualora si dovesse riprendere a giocare a giugno. PALLA A CHIESA. Ma non solo. Perché un'altra partita decisiva sarà sul futuro di Chiesa. Stavolta la scelta dovrà essere del giocatore.
Commisso ha messo sul tavolo le condizioni: c'è un rapporto ottimo con il giocatore e la famiglia Chiesa, verrà fatto di tutto per tenerlo, dal punto di vista economico e del progetto sportivo. Però, vista la promessa fatta un anno fa, se il giocatore volesse andar via, non sarebbero posti veti.
A patto che arrivi un'offerta congrua, intorno ai 70 milioni. Insomma, dovrà essere Federico a dire se continuare ancora a vestirsi di viola (e rinnovare) oppure tentare il salto in un'altra squadra. Con l'ambizione di giocarsi le sue carte in una big, ma anche il rischio di essere 'un nuovo Bernardeschi', ora ai margini della Juve dopo aver giocato poco negli ultimi anni.
E con l'Europeo slittato al 2021, considerati gli ottimi rapporti e il feeling ritrovato, l'addio non è così scontato. "Ne parleremo quando tornerò a Firenze", ha detto Commisso. Sicuramente uno snodo cruciale per la Fiorentina che verrà.


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