Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Da 'bravi' e 'ingenui' a 'cattivi' e 'maliziosi': più garra e personalità nella nuova Fiorentina

L'ultima Fiorentina era tra le squadre più giovani d'Europa, ora Pradè e Barone cercano esperienza ma anche cattiveria agonistica.

Ripartire dal bel gioco, sì. Ma anche dalla giusta dose di cattiveria agonistica. Quella che è mancata per lunghi tratti alla Fiorentina di Pioli, ma anche quella che limitò sul più bello anche la prima Fiorentina di Montella.

Pradè e Barone hanno delle linee guida: ritrovare l'orgoglio, l'identità con Firenze, ricercare il bel gioco. Ma anche avere grande determinazione. Dovrà essere una Fiorentina'maschia', insomma. E dopo i no da De Rossi e Nainggolan, profili che si inserivano perfettamente in questo contesto di agonismo, è arrivato Kevin Prince Boateng.

sponsored

Uno che in campo si fa rispettare. E sta per arrivare Erick Pulgar. Un cileno dai piedi buoni, ma anche con tanta 'garra'. BUONI E BRAVI. Lo stesso Montella, fin dai primi giorni dal ritorno a Firenze, sottolineò: "E' una squadra di bravi ragazzi, forse un po' di malizia in più farebbe comodo.

Le squadre vincenti spesso sono un po' furbette". E ancora, di sconfitta in sconfitta, il tasto era spesso il solito: "Quanta ingenuità...". Così, da buoni e bravi, spesso ingenui, la volontà è di costruire ora una Fiorentina più cattiva e maliziosa.

sponsored

Un mix tra giovani ed esperti che comunque abbia leader precisi a cui aggrapparsi. Anche Chiesa, pur 22enne, è tra quelli che in campo non mollano di un centimetro. Trascina i compagni, e ha la giusta dose di malizia. FORZA E 'GARRA'.

Boateng porta qualità sì, ma anche tanta determinazione. Esperienza e colpi di classe. Pulgar è in grande ascesa negli ultimi mesi: sbocciato con Mihajlovic, ruolo da protagonista in Copa America nel suo Cile. Piede fino soprattutto nei calci da fermo, buona qualità nel cambio campo.

sponsored

Numeri alla mano, è tra i centrocampisti che nell'ultima Serie A ha servito più passaggi-chiave in ogni partita. Ma anche tra quelli che hanno intercettato più palloni ed effettuato più scivolate vincenti. E i 20 cartellini gialli (più 3 rossi) nel giro di tre anni confermano la sua determinazione (a volte anche troppa) in campo.

IDENTITA' E PERSONALITA'. Agonismo in campo e nel carattere. Aspetti che erano mancati anche alla prima Fiorentina di Montella, bloccata più volte sul più bello proprio "dalle ingenuità e dalla poca malizia", come disse l'Aeroplanino a suo tempo.

In quella viola c'era Pizarro, in certi casi Vargas, ma pochi altri con cattiveria agonistica sopra la norma. "Vogliamo ripartire come nel 2012 da una squadra che gioca bene al calcio e che ridà un’identità alla Fiorentina", ha detto Pradè nei giorni scorsi. Identità e la giusta dose di esuberanza: la Viola riparte da qui.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento