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Covid: 3,8% dei calciatori di A colpiti fin qui. Per i protocolli sono ‘normali’ infortuni

Covid: 3,8% dei calciatori di A colpiti fin qui da quando sono ricominciate le preparazioni. Per i protocolli sono considerati come ‘normali’ infortuni

Una formula da applicare nel caso in cui l’allerta coronavirus si trasformasse in emergenza anche per la Serie A è in preparazione. L’aumento dei giocatori positivi al virus è da considerarsi fisiologico e sotto controllo (Ibrahimovic l’ultimo nome).

In realtà, sottolinea il Corriere Dello Sport, sono 25 i calciatori che si sono dovuti fermare in questa prima parte di stagione a causa di un tampone positivo. Non sono pochissimi, a questo punto dell’annata: il 3,8%. PER ORA.

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Sono distribuiti in maniera piuttosto diluita tra le varie formazioni e la gran parte di loro ha già superato il problema e ha ripreso ad allenarsi regolarmente, se non a giocare. Sino a questo momento nessuna squadra ha dovuto chiudere la saracinesca a causa del virus.

I controlli vengono reiterati ogni quattro giorni, i positivi vengono subito isolati.Il sistema insomma sembra funzionare, le aziende sanitarie locali collaborano con i club, il campionato appena cominciato va avanti e non c’è nessuna intenzione di fermarlo.

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Neanche di trasformarlo in qualcosa di diverso dal previsto. Salvo che non accada qualcosa di davvero inquietante a livello nazionale. PROTOCOLLI. I protocolli che hanno consentito la ripartenza della scorsa stagione e l’inizio di questa non prevedono livelli diversificati di allarme.

Non esiste un numero massimo di giocatori positivi in una squadra oltre il quale diventi obbligatorio il rinvio della partita. L’idea da cui ci si muove è che i positivi vanno considerati alla stregua di normali infortunati: ciascuna società deve gestire le proprie assenze.

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Per l’Uefa, a titolo di esempio, basta che una formazione conti su 13 effettivi perché la gara possa regolarmente disputarsi. Ovvio che se si raggiungessero simili dimensioni di diffusione saremmo ben oltre un limite da lockdown generalizzato.

Non è, tuttavia, impensabile il rinvio di partite che si presentassero eccessivamente a rischio. Il problema resta comunque la carenza di date per i recuperi.

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