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Corvino: «Viola fuori dalla corsa salvezza, lunedì avrà un peso enorme solo per noi»

Le parole dell'ex dirigente viola: «A Firenze ci siamo voluti bene. C'è da gettare il cuore oltre l'ostacolo»

Oltre 700 gare di Serie A tra Lecce e Fiorentina, lunedì sarà la partita di Pantaleo Corvino, che si gioca la salvezza con i giallorossi. Sono state 13 in Salento (fino ad oggi) e 10 in Toscana. «Non posso che essere orgoglioso dei 23 anni in cui mi sono diviso tra Lecce e Fiorentina - racconta Corvino al Corriere dello Sport -. Da una parte, quella in cui sono ora, c’è anche il legame con la mia terra, il Salento. Lecce da sempre è la Firenze del Sud. Che segno del destino incredibile, vivere l’altro grande pezzo della mia carriera alla Viola, con la consapevolezza di essersi voluti bene. Un percorso tutto nel mio cuore». 

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SALVEZZA. «Devo essere sincero, lunedì sarà una gara che ha un peso enorme solo per noi, alla luce degli ultimi risultati la Fiorentina si è tirata fuori. Manca solo un mese per ripeterci ancora. A Lecce per anni, tra promozione e salvezze, abbiamo fatto sempre il possibile e anche l’impossibile. Sappiamo che le cadute fanno parte del gioco, ma bisogna fare di tutto perché questo non succeda. Con le forze rimaste dovremo gettare il cuore oltre l’ostacolo». 

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MONDIALE E GLI STRANIERI DEL LECCE PRIMAVERA. «Sarò sincero e voglio urlarlo per l’ultima volta: non fa onore a nessuno trovare nel Lecce, nel momento storico che il calcio italiano sta attraversando, un esempio negativo. Come responsabile dell’area tecnica quando devi costruire per trasformare le migliori potenzialità in qualità, diventa necessario andare a cercarle dove sono, anche lontano: questo se ne trovi pochissime nel tuo territorio e non te lo puoi permettere economicamente in Italia. Come si fa a non capire che per club come il nostro tutto questo è una necessità, che diventa l’unica condizione e si trasforma anche in virtù? Tutto questo non è facile, ci vuole coraggio, ma è l’unica strada per sforzarsi a portare più risorse tecniche possibili in prima squadra sperando che si trasformino anche in risorse economiche. E questo ti consente allo stesso tempo di mantenere la Primavera 1 di Serie A e competere contro i club più blasonati. Il Lecce rimane sempre nelle regole. Se poi uno va a vedere la nostra storia, con me responsabile dell’area tecnica, si renderà conto che dalla Primavera sono venuti fuori scudetti e risorse tecniche con ragazzi italiani come Miccoli, Pellé, Rosati, Rullo, quando li ho potuti cercare e trovare». 

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NAZIONALE. «Non voglio fare il professore. Pensiamo veramente che gli insuccessi della Nazionale siano responsabilità dei presidenti federali o dei ct? Avete visto chi è stato chiamato a guidare l’Italia in panchina dopo gli insuccessi? Allenatori che avevano fatto bene nei club. Pensiamo che Gravina o chi lo ha preceduto sia davvero non all’altezza? Gravina è partito dal marciapiede del calcio e ha scalato tutte le categorie. Coverciano funziona. Abbiamo vinto quattro Mondiali e le strutture di allora non erano superiori rispetto a quelle di adesso. Dunque le ragioni saranno altre e andranno valutate bene. Forse la colpa è di un sistema strutturale che si fa fatica a cambiare. E non si cambia sparlando in tutte le sedi, anche chi non avrebbe alcun titolo: ma sedendoci a un tavolo o più tavoli per il bene della Nazionale». 

LECCE, POCHI GOL. «A fare gol nel nostro campionato fanno fatica tutti, basta vedere nella classifica dei cannonieri quanti sono oltre i 10 gol oltre Lautaro: guardateli, sono due e parliamo di giocatori top. Noi abbiamo Stulic che viene dal Belgio, dove in un campionato qualificante, ha fatto 16 gol. Cheddira nell’ultima stagione in Italia, al Frosinone, ne aveva fatti 9. E per un attaccante ripetersi non è mai facile. Poi vale un po’ la storia della coperta corta. Per fortuna non abbiamo subito tanto, meno degli altri che lottano per non retrocedere. E abbiamo segnato meno, sì». 


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