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Corvino, tra presente e futuro. E quelle parole che sanno di un addio vicino

Le parole del Dg viola aprono importanti interrogativi. Per prima cosa sul futuro della Fiorentina, poi su quello personale

Pantaleo Corvino lo ha assicurato nella tarda serata di ieri in un’intervista alla Rai. “Il nostro futuro è già partito”, ha sentenziato il Dg viola nel sottolineare che da una delle squadre più vecchie d’Europa è passato alla più giovane.

Discorso che, tutto sommato, non fa una piega. Perché dati alla mano è davvero così. I dubbi, però, restano e dissiparli sarà compito arduo. La considerazione che viene da fare è semplice: che tipo di futuro intende Corvino? Sono giorni in cui si comincia a parlare di mercato invernale.

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Quello di gennaio, nel quale in casa Fiorentina non sono attesi grossi scossoni. Un po’ perché a gennaio di affari non se ne fanno quasi mai, un po’ perché per migliorare la rosa ci sarebbe bisogno di giocatori costosi. Le operazioni saranno poche: un paio di uscite (probabilissimi il prestito di Sottil e l’addio di Thereau, si valuta in questo caso anche una rescissione consensuale) ed un innesto in attacco.

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Corvino cerca una seconda punta, che possa anche giocare sull’esterno o viceversa, un esterno che possa fare la seconda punta. Se Pjaca fosse entrato a regime fin da subito, non si sarebbe probabilmente cercata un’alternativa.

Un mercato, quello di gennaio, che di certo non infiammerà i cuori dei tifosi. Mercato molto più corto del solito (comincerà il 3 e finirà il 18 gennaio) che, come spesso è accaduto, sposterà poco gli equilibri. Quello che interessa di più, invece, è ciò che succederà in estate.

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Perché è vero che nel mezzo c’è una stagione ancora tutta giocare, che speriamo possa riportare la Fiorentina in Europa, ma il tema ‘futuro’ è molto caro in questo momento alla tifoseria. Il presente nicchia, la pareggite che ha afflitto la Fiorentina ha smorzato un po’ l’entusiasmo di chi ha creduto fin dalla prima ora al nuovo percorso.

Cammino ancora non compromesso - ci mancherebbe, siamo solo a metà novembre - ma comunque complicato per quelle che sono le forze in gioco. E perché la Fiorentina – ma questo era stato messo in preventivo – ha perso punti per strada proprio a causa della poca esperienza.

Il presente appassiona poco. Ed ecco che le parole di Corvino sono tutte da interpretare. Quale futuro? La domanda ritorna, perché poi sul tema specifico legato a Federico Chiesa, lo stesso Corvino è scappato via veloce. “E’ presto per parlarne, siamo concentrati sul presente”.

Frase che significa tutto e niente, e che tiene aperti anche scenari che mal si conciliano con un futuro roseo e promettente. Perché le voci di mercato sono sotto gli occhi di tutti. Chiesa è probabilmente il più richiesto, ma a ruota viene Milenkovic.

Piace a tanti Veretout, come del resto Pezzella e Biraghi sono finiti nel mirino di diversi club. E allora quella domanda frulla ancora in testa, rimbalza sui social e troverà poche risposte (per ora). Perché c’è futuro e futuro.

Da una parte la possibilità di veder crescere negli anni questa squadra. Dall’altra la possibilità (ormai piuttosto acclarata nelle ultime stagioni) di creare future plusvalenze. E' chiaro che Corvino, qui, c'entra il giusto.

La palla passerà alla proprietà ed alla volontà dei calciatori. In conclusione, anche un passaggio che ha il sapore dell’addio. “Come responsabile dell’Area tecnica della Fiorentina la mia speranza è quella di aver lavorato per la prima squadra e per il settore giovanile, cercando di lasciare una traccia importante sia per il presente che per il futuro”.

Parole che sono sembrate una sorta di saluto. E non è un mistero che da settimane serpeggi nell’ambiente la possibilità che questi possano essere gli ultimi mesi di Corvino a capo dell’area tecnica viola.

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