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Corvino e Gonzalo insieme a Sousa: promesse e mea culpa. Uniti oltre il futuro

E’ una promessa orgogliosa e tenuta insieme con lo scotch, considerato che due protagonisti su tre lasceranno la Fiorentina, ma quello che vengono a dire Corvino, Sousa e Gonzalo ha il sapore di un patto che prescinde dall’evoluzione dei contratti: «Ci sono poche possibilità di qualificarci per l’Europa, anzi pochissime, ma abbiamo il dovere di provarci.

Dobbiamo recuperare 7 punti in 10 partite, cercheremo di riuscirci anche per riconquistare i nostri tifosi». Missione impossibile o quasi, nel frattempo oggi a Crotone la Fiorentina dovrà fare a meno di Bernardeschi fermo per i problemi alla caviglia: dimostrazione che i contestatissimi cambi di Sousa (due contro il Borussia, uno contro il Cagliari) avevano motivazioni concrete.

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Poi l’allenatore si è preso tutte le responsabilità in pubblico, mostrando una coerenza che gli fa onore; certamente più di alcune scelte tattiche e filosofiche hanno fatto perdere per strada punti importanti alla Fiorentina (Torino, Genoa, Borussia), ora attardata in classifica e senza altri obiettivi che non siano la rincorsa in apnea in campionato.

Ma poi: arrivare sesti converrebbe, considerate le conseguenze per l’inizio di stagione con una preparazione anticipata e i playoff estivi per accedere eventualmente ai gironi di Europa League? Ci sarebbero 4 posti migliori (quelli che nella stagione 2018/19 varranno l’accesso alla Champions senza preliminari) verso i quali un gruppo correttamente rifondato potrebbe puntare.

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Ma è giusto che la Fiorentina giochi le ultime partite al massimo, senza lasciare sempre per strada. Un atteggiamento che avrebbe fatto comodo anche il passato, quando invece del sesto posto anche il quinto – che porta direttamente ai gironi – avrebbe potuto essere raggiungibile.

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