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CorSport - Tutto su Kean, l'uomo della salvezza. Ma già si riaccendono le voci di mercato

Il futuro può aspettare, Moise viene da tre gol di fila e vuole trascinare la Fiorentina

Tutto su Moise Kean. Stasera, a Udine, la Fiorentina si affiderà ai colpi del suo centravanti, che ha da poco compiuto 26 anni, per provare a battere i padroni di casa. Il valore dell’ex Juventus è sotto gli occhi di tutti, tanto che sono già ripartite le voci di mercato in vista di un’estate che si preannuncia bollente sul piano delle richieste. Ci sono però due discriminanti: la clausola da 62 milioni di euro (valida dal primo al 15 luglio), difficilmente accessibile in Italia; e la volontà del giocatore, che partirebbe solo per un’occasione ghiotta in quanto a Firenze si trova bene nonostante le difficoltà di questa annata. Quindi non ci sarà niente di scontato. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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TRIS. Ma il futuro non è adesso. Non il suo almeno. C'è da trascinare la squadra fuori dalle sabbie mobili, anche perché il vero Kean può riuscirci tranquillamente. Non è un caso che da quando ha smaltito definitivamente l'infortunio alla caviglia sia tornato a segnare a raffica, un po' come la stagione scorsa in cui fu capace di collezionare 25 gol. Nelle ultime tre gare di campionato Moise i ha siglato 3 reti consecutive, sintomo di una ritrovata condizione fisica dopo un patimento durato due mesi, tra infiltrazioni e sforzi sterili. 

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L'OCCASIONE. La Fiorentina stasera può sfruttare un jackpot inestimabile. Il Lecce e la Cremonese, concorrenti alla salvezza, hanno perso le rispettive partite e sono rimaste a 24 punti, motivo per cui i viola potrebbero compiere il doppio sorpasso in caso di vittoria. Raggiungerebbero quota 27 punti, lasciandosi finalmente alle spalle il terzultimo posto in classifica. Sarebbe una bella botta di autostima, pur rimanendo consci della condizione precaria e mutevole. Contro l’Udinese, all’andata, arrivò la prima vittoria di questa difficile annata sportiva. Vanoli si aspetta una squadra che sappia «stare nella sofferenza», come ha sempre predicato. 

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