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CorSport - Senza identità e senso di appartenenza. Si salva solo la qualificazione

La tripletta del giovane Mazurek vanifica il tris dell'andata. Servono Fagioli e Kean

Strasburgo o Rakow agli ottavi di finale determinato dal sorteggio di oggi a Nyon e leviamoci il pensiero subito: perché la qualificazione è l’unica cosa che resta alla Fiorentina in una serata da dimenticare o, forse, da mandare a futura memoria perché non si ripeta soprattutto in campionato dove le conseguenze sarebbero deleterie. Futura memoria della figura pessima fatta dopo una partita pessima, senza carattere, senza gioco, senza identità, senza la consapevolezza di rappresentare Firenze nel calcio d’Europa e una prestazione del genere non è ammessa. Né in Europa e né in Italia, mai. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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SENZA NIENTE. Prestazione priva di qualsiasi significato tecnico e prima ancora di senso d’appartenenza, altrimenti non si spiega come la squadra viola si sia potuta consegnare a un avversario, sì generoso, sì determinato, sì spinto dalla volontà di provarci sulle debolezze altrui, ma davvero niente di che sotto il profilo della qualità, fatta eccezione per due-tre individualità che hanno messo a ferro e fuoco l’area della Fiorentina. Al punto tale che lo 0-3 dell’andata è diventato 0-3 anche al ritorno ovviamente a parti invertite, con il giovanissimo Mazurek (19 anni) che non dimenticherà questa trasferta e i tre gol segnati per allungare il sogno suo, dei suoi compagni e dei 1.500 vocianti tifosi giallorossi fino ai supplementari.

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AI SUPPLEMENTARI. Buon per la squadra di Vanoli che lo Jagiellonia si sia un po’ di disunito nella ricerca del 4-0 che avrebbe dato forma e sostanza al sogno, e bravo è stato Fagioli a capitalizzare l’errore in uscita di Abramowicz per infilare la porta sguarnita ad inizio ripresa supplementare, scacciando la clamorosa e indifendibile eliminazione che si stava materializzando sopra il Franchi. Poi il tiro di Kean sbatteva un po’ su Fabbian, un po’ soprattutto su Romanczuk e dava la certezza degli ottavi alla Fiorentina. Anzi, ancora no, perché a due minuti dal triplice fischio, De Gea decideva di adeguarsi in tutto e per tutto facendosi superare da un destro poco più che innocuo di Imaz. La qualificazione non cancella tutto il resto. 

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