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CorSport - Oltre le assenze, il Franchi applaude. Fazzini uomo chiave

Tante defezioni per Vanoli, ma la Fiorentina trova una vittoria per la salvezza. Si allontana la più disgraziata delle avventure

L’immagine della salvezza è la Fiorentina abbracciata a centrocampo dopo 97’ gagliardi, racconta tutto di lei. È il Franchi che applaude e canta “11 leoni”, nessuno a Firenze ha più il cuore in gola. Più 8 su Cremonese e Lecce, vittoria romanzesca per Vanoli e i suoi perché ottenuta con i resti, 7 assenti e niente cambi, con un Fazzini illuminante, con Dodo d’assalto, difendendo il gol di Gosens, prendendosi il centrocampo dopo due svarioni. Avvicina il traguardo e allontana la più disgraziata e allucinante delle avventure. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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RIGORE. La Lazio, davanti a Lotito, resta sospesa tra quel che non c’è più e quello che chissà se ci sarà ancora, condizionata dalle assenze, dai rientri forzati, dai soliti amletici sbalzi. L’impotenza in avanti è cronica. Restano una tortura gli arbitraggi, mandano al manicomio Sarri. Fabbri ha negato il rigore a Noslin, l’ha ammonito per simulazione e non contento ha confermato la scelta dopo che il Var Paterna l’aveva richiamato. Gli arbitri si sono messi a discutere davanti a tutti.

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CHIAVE. Con il passare dei minuti, dopo le parate di De Gea, la Fiorentina ha trovato l’uomo chiave: Fazzini. Largo a sinistra nel 4-1-4-1, dentro al campo nel 4-2-3-1. La Lazio non è mai riuscita a schermare il passaggio su di lui, sue le situazioni stimolanti puntando in diagonale, trovando la sovrapposizione interna di Dodo, con il piglio della mezzala. I viola per 3-4 volte hanno attaccato così fino al gol. Mandragora (basso) ha lanciato Fazzini centralmente. Truce l’arrembaggio di Dodo. Il cross di Harrison ha pescato Gosens, bello il terzo tempo su Lazzari. Palla di controbalzo, Motta in ritardo. E il Franchi alla fine si è alzato in piedi per la festa.

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