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CorSport - L'arcobaleno di Cher: gol e non solo, Ndour è sempre più in crescita

Vanoli lo ha preferito a Brescianini nelle ultime uscite: ieri la sua rete ha permesso ai viola di non lasciarsi sfuggire la partita

Ci sono pezzi di bellezza anche nei luoghi più freddi, scrive il Corriere dello Sport - Stadio. Tipo in un Franchi deserto, il giovedì sera, durante una partita che conta davvero soltanto per la squadra ospite. Erano un po' tutti pronti alla ‘Violexit’, soprattutto i pochissimi presenti sugli spalti - erano in 7.800, se non è record negativo nella storia delle competizioni europee della Fiorentina poco ci manca -. Tutti tranne Cher Ndour, che alla mezz'ora della ripresa scarica un destro arrotato di controbalzo - coefficiente di difficoltà dieci, spettacolarità undici - per uno dei più bei gol della competizione. L'arcobaleno che per un attimo colora il grigissimo cielo di Campo di Marte ha il merito di acchiappare un ottavo di Conference che sembrava scappato nell'indifferenza generale.

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IN CRESCITA. Non c'è da illudersi: il momento di svolta della partita col Rakow sta tutto lì, ma questa squadra ha dimostrato di aver bisogno di più di una scossa di defibrillatore per tornare in vita. Intanto è la giusta soddisfazione per uno dei calciatori che nelle ultime settimane sembra più in crescita (non che ci voglia tanto a risaltare in positivo nella squadra di Vanoli). Per una volta la copertina se la prende un faticatore del centrocampo: classe 2004, lunghe leve e dinoccolato, per questo inseguito fin da giovanissimo dagli ingombranti paragoni con Paul Pogba. Nonostante i ventuno anni compiuti a luglio scorso, Cher Ndour è ancora un progetto di centrocampista, che fa benino un po' tutto, ma niente benissimo. Un buon fraseggiatore ma senza l'imbucata giusta, spicca in altezza (190 centimetri) ma non domina fisicamente o sul gioco aereo, gambe lungo ma accelerazioni impercettibili.

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QUARTO CENTRO. Vanoli però lo ha recentemente preferito a Marco Brescianini, uno arrivato a gennaio proprio per dare il cambio di passo a un centrocampo troppo spesso ‘camminato’. Il classe 2004 a oggi gli dà più sicurezza nel palleggio. Ai suoi ritmi Ndour risalta nella pulizia degli appoggi. Contro il Rakow sbaglia solo un tocco elementare nel primo tempo, poi però piazza il colpo che vale la presenza e l'umido preso. Destro all'incrocio, non una novità nei giovedì di coppa: sempre l'ex Besiktas aveva colpito con un altro tiro da fuori spettacolare la prima gara della league phase, contro il Sigma Olomouc; poi un'altra rete in Conference, in casa del Rapid, e un centro, di testa, in Serie A nella goleada di dicembre contro l'Udinese; in totale fanno quattro gol, togliendo Mandragora (7 marcature) e gli attaccanti, è il miglior marcatore della stagione. Questo dice tanto di un'annata storta in cui alla Fiorentina sono mancati anche i gol dei 'gregari', appunto. Uno squillo che vale anche in chiave Cremona. Il destro di controbalzo è un avviso a Vanoli: Ndour c'è.

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