Vai al contenuto
×

CorSport - L'Aida di Gasp cancella la Traviata di Vanoli. E ai viola non resta che ringraziare Sarri

Dominio giallorosso all'Olimpico: una Fiorentina spaesata e eccessivamente rilassata viene cancellata dal campo in cinque minuti

L’Aida di Gasp, che da quando allena la Roma come Verdi ha saputo cantare l’amore passionale e le sue dolorose contraddizioni, è stata un’opera in quattro atti - 4 come i gol rifilati alla Fiorentina - capace di cancellare dal programma del teatro Olimpico la Traviata di Vanoli, ieri alla guida di una squadra smarrita e fragile.

LUPA FAMELICA. Sarà stato l’odore acre della paura altrui che da Torino (sponda Juve) è arrivato fin lì, scrive il Corriere dello Sport - Stadio - oppure quel senso di rilassatezza che deve aver pervaso la Viola a seguito del ko di ieri della Cremonese. Avrà pure inciso il languorino Champions che è tornato a stuzzicare i palati giallorossi, dopo la crisi di risultati di marzo e quella societaria di aprile. Uno di questi elementi, o forse il mix di tutto ciò, ha reso la Lupa famelica. Tre gol nel primo tempo, uno nella ripresa, con un solo pericolo corso: il palo colpito da Braschi a inizio ripresa. Una Fiorentina cancellata dal campo in cinque minuti. Alla fine del primo tempo i 61mila dell'Olimpico hanno visto i propri beniamini tirare di più (7 a 1), tenere maggiormente il pallone (63% di possesso a 37%), completare positivamente il doppio dei passaggi (300 a 150) e a fine gara hanno potuto contare 130 ingressi nell’area avversaria e un incredibile 75% di duelli vinti.

sponsored

GRAZIE SARRI. Il Gasp è partito con Pisilli sulla trequarti, ma gli sono bastati cinque minuti per capire che il modo migliore per dominare il vertice basso del 4-1-4-1 altrui, cioè Fagioli, fosse quello di sovrastarlo in fisicità: così il ragazzo cresciuto a Trigoria si è subito scambiato di posto con Cristante, che ha ‘rotto’ le linee di Vanoli come meglio non avrebbe potuto. La Roma ha colpito sfruttando il pressing, la riconquista alta e la scarsa vena offensiva di una Fiorentina troppo arrendevole. Le assenze di Kean e Piccoli hanno certamente inciso, ma non possono essere un alibi. O almeno non del tutto: gli ospiti non hanno peccato di precisione sotto porta, bensì di creatività. Ancora una volta, i viola si affidano a soluzioni fantasiose, come l'irriconoscibile islandese Gudmundsson falso nove accanto a un Harrison altrettanto spaesato, anziché puntare con decisione sul made in Italy. La domanda resta aperta e interroga l’intero sistema. Vanoli adesso ha tre match tosti all'orizzonte - Genoa, Juve e Atalanta - ma gli basta un pareggio per brindare alla salvezza. Se è rimasto a +9 dalla Cremonese deve ringraziare la Lazio di Sarri.

sponsored

Lascia un commento