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CorSport - Giù le mani da Fagioli. Piace di nuovo a tutti, ma è al centro del progetto viola

Il centrocampista piacentino è osservato attentamente in Italia e all'estero, ma la Fiorentina lo ha già blindato

Il talento di Nicolò Fagioli brilla da almeno una decina di anni, perché se a nemmeno 15 ti prende la Juventus vuol dire che da più di un lustro porti a spasso qualità che non sono comuni: ma, fatti salvi il clamore del debutto nei bianconeri di Pirlo, il passaggio alla Cremonese - dove vinse il campionato di Serie B - e la successiva affermazione con la fiducia di Allegri (occhio a questo particolare) fino a guadagnarsi la Nazionale; il suo talento è veramente iniziato a risplendere a Firenze, con la maglia della Fiorentina. Negli ultimi cinque mesi soprattutto, scrive il Corriere dello Sport - Stadio, e adesso Nicolò è sulla bocca di tanti.

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NON C'È PIÙ TEMPO DA PERDERE. Un talento che chiaramente ha di natura - altrimenti non sarebbe talento - e che però per vari motivi nel corso delle stagioni ha fatto spesso fatica a mostrare, anzi a volte smarrendolo proprio, ricalcando un cliché abbastanza comune tra chi è stato baciato in fronte. Questo almeno fino a dicembre, quando Nicolò ha capito di dover assecondare in altra maniera il suo talento, ed è cominciata un’altra storia per lui e per la Fiorentina. Il numero 44 la Fiorentina se l’è proprio presa, interpretando alla perfezione il ruolo da regista che aveva ‘rifiutato’ con Pioli e che invece Vanoli gli ha fatto rientrare nelle corde, anche queste naturali, ma il merito dopo l’intuizione tattica dell’allenatore varesino è stato ed è tutto del calciatore piacentino. Che, a proposito, ha davvero capito la cosa più importante. «Ho venticinque anni e non ho più tanto tempo da perdere», disse dopo Fiorentina-Jagiellonia 2-4, una delle peggiori partite disputate in stagione dalla squadra con eliminazione clamorosa evitata proprio grazie a un suo gol nei supplementari. Ma non per essere stato il salvatore della patria: era un’assunzione di responsabilità, nei confronti della Fiorentina. E del talento.

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AL CENTRO. Detto, fatto. La straordinarietà dei due mesi da dicembre a febbraio è diventata la normalità, mettendo insieme rendimento e continuità, sempre a livelli alti, con pochissime pause e pochissimi cali, con gol e assist viceversa decisivi, sempre all’insegna di quel talento che non era più un ingombro difficile da sostenere, bensì un gradito compagno di viaggio da esibire nei salotti buoni e meno buoni. Il pallone sempre tra i piedi, una volta di più piuttosto che una volta di meno, cercarlo e non scansarlo, indicare la strada e non aspettare che gli venisse indicata. In poche parole, Fagioli è tornato Nicolò, bambino no, ma ragazzo sì, libero di testa, e il calcio italiano è tornato ad ammirare Nicolò Fagioli. Non solo il calcio italiano: piace di nuovo a tutti. Al Milan di Allegri (appunto), al Tottenham, all’Atletico Madrid, a quelli che vogliono la qualità sopraffina in mezzo al campo. Ma c’è un piccolo particolare: la Fiorentina - che l’estate scorsa l’ha riscattato dalla Juventus per 13,5 milioni - nell’estate che sta arrivando lo metterà al centro nella sua opera di ricostruzione. E giù le mani dal talento di Fagioli. 

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