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CorSport - E alla fine arriva Gud. Quarti più vicini e una spinta psicologica verso Cremona

L'islandese è glaciale dal dischetto, regalando rimonta e vittoria ai viola. Adesso testa allo scontro salvezza di lunedì

Due a uno al Rakow e la Fiorentina avvicina i quarti di finale di Conference League. E non era per nulla scontata la vittoria, mettendo insieme alle ultime prestazioni in campionato e al pensiero per la trasferta di lunedì a Cremona, il naturale e scontato turnover di queste occasioni. Invece, senza riempire gli occhi ma con un pizzico di concretezza che spesso non ha, la squadra viola è riuscita a rimontare i polacchi grazie al rigore segnato da Gudmundsson. Giovedì se la giocherà in Polonia con un gol piccolo ma prezioso da difendere e sfruttare. E questa vittoria può rappresentare una spinta psicologica anche per la partita dello Zini. Così il Corriere dello Sport - Stadio.

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POCHE EMOZIONI NEL PRIMO TEMPO. Vanoli sceglieva di ripetere il sistema modello Conference League già usato contro lo Jagiellonia nei playoff. Parisi e Fazzini larghi sulle fasce e Fabbian con licenza di svariare alle spalle e accanto a Piccoli, anche se poi in fase difensiva diventava praticamente un 5-4-1 con l’ex Empoli che diventava terzino sinistro (e Fortini si avvicinava a Comuzzo e Ranieri) e l’ex Bologna che a sua volta arretrava a centrocampo per contrastare il tridente offensivo del Rakow. E su questi accorgimenti, un po’ tattici e un po’ voluti dagli allenatori per trovare il punto debole dell’avversario, scivolavano via i primi venti minuti. La Fiorentina pian piano prendeva il sopravvento nel controllo del gioco, si appoggiava più di frequente a Parisi e l’esterno aumentava i giri della propria corsa: azione dirompente a saltare un paio di difensori polacchi e pallone d’oro servito a centro area per Fazzini che da sette-otto metri calciava alto al volo (28’). Sembrava un buon modo per mettere in difficoltà il Rakow, ma non ripetuto né su quella fascia né sull’altra di competenza dello stesso Fazzini e così il tempo si chiudeva praticamente lì.

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PRODEZZA NDOUR. Nella ripresa non accadeva nulla fino al momento in cui Vanoli decideva di dare un pizzico di qualità e freschezza in più alla squadra, inserendo insieme Gudmundsson e Harrison. Nemmeno il tempo di vedere l’effetto che il Rakow passava in vantaggio, con il gol numero 9 subito da palla inattiva dalla Fiorentina in stagione. Punizione dalla metà campo polacca, Makuch anticipava Fortini di testa servando Brunes che batteva in velocità Comuzzo e infilava Christensen. Colpita ma non affondata, la formazione di Vanoli trovava il pareggio immediato. Magari un po’ causale, però Mandragora era lì al limite dell’area del Rakow a lottare per il possesso del pallone e con la punta riusciva a servire Ndour che, non nuovo a prodezze del genere, si coordinava per firmare l’1-1 con un tiro all’incrocio imparabile per Zych.

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GUD GLACIALE. E allora Ranieri e compagni ci hanno provato. Certo non con un calcio scintillante, non con azioni di chissà quale cifra tecnica, però hanno creduto nella vittoria per portarsi avanti in Conference e darsi forza morale verso Cremona. Sfiorata quando Piccoli colpiva la traversa (26’) e presa proprio in chiusura, quando sul cross di Dodo intercettato con un braccio da Ameyaw, l'arbitro bulgaro Kabakov assegnava il penalty: minuto 48’ e Gudmundsson non sbagliava dal dischetto.


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