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CorSport - De Gea e Motta, sfida generazionale. Sono tra i migliori portieri delle ultime giornate

Quattordici anni di distanza tra i due portieri: il big e l'emergente, sfida nella sfida

Esperienza contro freschezza, un presente consolidato contro un futuro da scrivere. A Firenze si gioca anche una partita nella partita, quella tra David De Gea ed Edoardo Motta. Due portieri agli antipodi per età, carriera e percorso, ma sorprendentemente vicini nel rendimento recente. Un confronto che va oltre i numeri e racconta due modi diversi di stare in porta, scrive Il Corriere dello Sport.

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BIG ED EMERGENTE. Da una parte il “big”, De Gea. Trentacinque anni, una carriera costruita ai massimi livelli, tra Premier League e palcoscenici internazionali. Oggi è il leader della Fiorentina, un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Non solo per le parate, ma per la gestione delle situazioni. Anche in una fase diversa della carriera, resta un portiere decisivo. Dall’altra c’è il “baby” Motta, 21 anni. Una storia completamente diversa. Arrivato a Roma a gennaio dalla Reggiana, senza clamore, si è ritrovato improvvisamente titolare dopo l’infortunio di Provedel. Eppure, invece di accusare il colpo, ha risposto con personalità. Ha preso la porta della Lazio e ha iniziato a costruire credibilità, partita dopo partita. 

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AFFIDABILITA'. Due percorsi opposti, che però si incontrano nei numeri. Dalla 28ª giornata di Serie A (4 turni) De Gea e Motta sono i portieri con la percentuale di parate più alta tra quelli con almeno una presenza: 87% per lo spagnolo, 86% per il biancoceleste. Una distanza minima, che racconta quanto entrambi stiano incidendo in modo concreto. Il dato si rafforza se si guarda ai gol subiti. Nello stesso periodo, solo Milinkovic-Savic (Napoli) e Perin (Juventus) hanno fatto meglio (uno ciascuno), mentre De Gea e Motta si fermano a due. Numeri che hanno avuto un impatto diretto sui risultati: Fiorentina e Lazio sono entrambe imbattute nelle ultime quattro giornate, con 8 punti raccolti dai viola e 10 dai biancocelesti. 

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CREDIBILITA' E LEADERSHIP. Per Motta è una conferma continua. In poche partite ha mostrato riflessi, concentrazione e soprattutto capacità di stare dentro il match nei momenti chiave. Il rigore neutralizzato a Orsolini a Bologna, l’intervento su Valeri contro il Parma: episodi che hanno costruito la sua credibilità e regalato punti alla Lazio. De Gea invece non deve dimostrare nulla, ma continua a farlo e ha "strigliato" i suoi compagni di squadra per l'atteggiamento mostrato nella "sua" Inghilterra contro il Crystal Palace in Conference League. 


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