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CorSport - Al peggio non c'è mai fine. Viola ko a Udine, per la salvezza serve altro

Dopo aver toccato il fondo nella partita di coppa, la Viola va oltre perdendo a Udine con una prestazione indecorosa

Un'altra sconfitta, brutta brutta per modi, non gioco, non consapevolezza e situazioni varie. Con un risultato positivo ieri sera a Udine, la Fiorentina oggi sarebbe stata virtualmente salva e, anche se oggi non è il 24 maggio, sarebbe stata fuori dalla zona che condanna alla retrocessione tornando, anzi entrando, lì dove finora non era mai stata in questa stagione alla rovescia. Non doveva fallire l’occasione, dopo le sconfitte di Lecce e Cremonese, e invece la squadra di Vanoli l’ha fallita, interrompendo a due vittorie di fila la mini-serie in campionato e, soprattutto, certificando la nuova patente d’inaffidabilità consegnatale dalla pesante sconfitta di Conference League. In tutto ciò, domenica arriverà il Parma mentre il Lecce sfiderà la Cremonese: non ci vuole molto a capire la portata della sfida contro i ducali, però questo è un altro discorso. Così il Corriere dello Sport - Stadio.

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SOPRAFFATTI. A otto anni (domani) dalla scomparsa di Astori, a cui Udine ha dedicato un ricordo struggente («Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo» da Fango di Jovanotti, cantata al piano da Alessandro Tomasi, mentre lo striscione “Davide Astori sempre nella nostra memoria” contribuivano a dare libero sfogo alle emozioni), la Fiorentina è stata sopraffatta della fisicità e dalla voglia di vincere dell’Udinese. I friulani volevano probabilmente “vendicare” la pesante sconfitta dell’andata al Franchi, con un atteggiamento che dovrebbe essere prerogativa per chi lotta per la salvezza. Viceversa, De Gea e compagni sono stati protagonisti (si fa per dire) di una partita molle, spenta, inconcludente, superati in ogni zona del campo dai calciatori dell’Udinese e travolti tutti insieme da Davis, semplicemente irrefrenabile nella combinazione fisico-corsa-tecnica. Che poi, quella dell’esuberanza atletica abbinata alla qualità, è stata la chiave efficace e vincente fin da subito dell'Udinese che ha cominciato a sfondare sulla fascia destra, e dal secondo di due angoli è nato il vantaggio (10’): traiettoria perfetta di Zaniolo, stacco perfetto di Kabasele con De Gea fermo sulla linea e Rugani battuto. Ma quello sarebbe stato solo il primo di una serie di episodi che avrebbero dipinto di nero pece la serata: della Fiorentina e di Rugani.

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DEBUTTO DA INCUBO. Al debutto in maglia viola, Rugani è andato incontro alla peggior serata che si possa immaginare contro il peggior avversario possibile, che risponde al nome di Davis. Il centravanti dei friulani, a sua volta al rientro dopo un mese di stop, scappava al centrale dei viola (16’ ripresa) andando a conquistarsi il rigore che poi trasformava con un sinistro angolato. Non era finita la serata dei fantasmi per Rugani. A partita ormai finita (49’), un rilancio di testa di Miller scavalcava Ranieri e Buksa ne approfittava per vincere di forza il duello con il difensore di Vanoli e firmare il 3-0. E in tutto questo vien da dire: ma la Fiorentina che lotta per salvarsi? Un tiro di Mandragora (27’ primo tempo) alto e... stop, in una partita in cui tutti i calciatori viola hanno fatto male e qualcuno malissimo. Per la salvezza serve altro e ridirlo alla giornata numero 27 in archivio è un problema. Grosso.

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