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CorSera – Palladino: «Commisso un papà. Andato via da Firenze per visioni diverse coi manager»

L’ex tecnico della Fiorentina, oggi all’Atalanta, Raffaele Palladino, parla del suo addio al club viola e Commisso 

Parla così al Corriere Della Sera l’ex tecnico della Fiorentina, oggi all’Atalanta, Raffaele Palladino: Le tre regole nello spogliatoio? «La disciplina sugli orari: arrivo, colazione e pranzo. È uno stile di vita. Il rispetto dei ruoli e il dialogo: non credo alla dittatura ma alla gestione del gruppo. Sento ogni tanto miei ex calciatori. Mi ringraziano per quello che ho lasciato, anche come uomo. Questo mi gratifica». 

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KEAN E FINALE CON LA FIORENTINA. Ha sentito Kean dopo la Bosnia? «No, ci siamo sentiti prima. È stato un disastro emotivo, Scalvini, Scamacca, Raspadori mi hanno raccontato la notte drammatica». Finale a Firenze? «Sono stato benissimo a Firenze abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre. Sessantacinque punti, non so quando riusciranno a rifarli. Auguro loro di salvarsi e di centrare ancora quest’obiettivo. Sono andato via, vero, con una telefonata. Con i dirigenti avevamo visioni completamente differenti. Io li scelgo i manager, il binomio si deve incastrare, è fondamentale per ottenere risultati. Ho fatto una cosa forte, ma io non alleno per soldi ma per ambizione, lì non c’erano più i presupposti. Pensavano che avessi già una squadra, i fatti hanno detto il contrario». 

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COMMISSO. «Un papà, persona di una umanità incredibile, sincero e leale, molto legato alla famiglia. All’epoca mia madre non stava bene e mi è stato vicino». 

OFFERTE. «Quando è cominciato il campionato ho rifiutato offerte anche estere perché pensavo all’Atalanta. Ci tenevo, l’ho aspettata e per mia fortuna è arrivata. Con la Juve abbiamo fatto una chiacchierata poi loro hanno scelto un grande allenatore come Spalletti». 

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