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CorFio - Zaniolo, un anno dopo. Il flop in viola, le speranze di Pradè e il rilancio a Udine

Stasera sarà due volte ex, sfiderà l'amico Kean. A Firenze nessun guizzo, ora spera nella Nazionale

Questa è la storia di due destini che si uniscono, poi si separano, si ritrovano per poi lasciarsi ancora. Stavolta per sempre (anche se nel calcio mai dire mai), e chissà se e con quanti rimpianti. Nel cuore dell’uno, e dell’altra. Perché quella tra Nicolò Zaniolo, Firenze e la Fiorentina è un’avventura lunga un bel pezzo di vita, piena di occasioni mancate e di verbi declinati al condizionale. Cosa sarebbe successo se...? Come sarebbe andata in quel caso...? E se fosse stato bene...? E se fosse arrivato in un altro momento? Così scrive il Corriere Fiorentino.

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UN ANNO FA. Ma alla fine è andata come è andata e nessuno potrà tornare indietro nel tempo. Del resto a volte va così ed è pure inutile star lì a rodersi fegato, cuore e cervello con mille domande. Certo, oggi per Zaniolo sarà una sfida particolare e l’affronterà con il fuoco dentro di chi avrebbe tanta voglia di prendersi una rivincita. «Sono tornato a casa», disse poco più di un anno fa. Era il 7 febbraio, e dopo un giro infinito Nicolò era di nuovo al punto di partenza. Carico a mille, e pronto a conquistarsi tutto quello che non era riuscito a prendersi tra il 2010 (anno in cui, poco più che bambino, entrò nel settore giovanile viola) e il 2016 quando, senza aver messo mai piede non solo in prima squadra, ma nemmeno in Primavera, se ne andò tra mille polemiche e tanta, tanta rabbia.

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SENZA GOL. «Già me lo vedo che segna contro la Juventus o da ex contro la Roma e va esultare sotto la curva...» disse a qualche amico Daniele Pradè. Parole, speranze e illusioni rimaste tali, e mai tradotte in pratica. In sei mesi Zaniolo non ha lasciato traccia: 13 presenze complessive (9 in campionato e 4 in Conference), senza né gol né assist. Un fallimento, più che una rivalsa, con in mezzo anche la polemica (con tanto di accuse giallorosse) per quel parapiglia all’interno dello spogliatoio della Primavera della Roma. Per questo a fine stagione nessuno in società ha mai preso in considerazione l’idea di riscattarlo (l’obbligo sarebbe scattato al raggiungimento del 60% delle presenze e sarebbero serviti quasi 16 milioni).

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RILANCIO. A Udine, ancora in prestito, si è rilanciato: 5 gol e 2 assist in 22 presenze, più una rete in Coppa Italia. «Nicolò è fortissimo, gli ho detto che non deve dar retta a quello che si dice...», ha detto di lui Italiano in un recente scontro con il Bologna. «Ti voglio bene Moise», ha scritto Nicolò a Kean per il compleanno del 20 viola. Come fratelli nella vita, avversari per una notte e chissà, tra qualche mese, di nuovo compagni in Nazionale. È il loro sogno e per questo, oggi, non potranno farsi sconti.


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