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CorFio - Viola ancora in apnea. Reazione ok, ma non si possono sempre regalare due gol

La Fiorentina spera nei risultati delle altre per punta alla salvezza. Il coraggio di Vanoli tradito dalla realtà dei fatti

Vedi Napoli, infili la terza sconfitta in una settimana, e ti ritrovi a ringraziare le altre che si fermano (Genoa, Pisa) e a sperare che oggi il Lecce (col Toro) faccia lo stesso. Il rischio infatti, dopo aver fatto una fatica indicibile per tirare una (piccola) boccata d’ossigeno, è tornare con la testa completamente sott’acqua, scrive il Corriere Fiorentino. 

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RINCORSA. Capita quando devi rincorrere e ogni singolo passo falso, anche uno comprensibile e forse nemmeno meritato come quello di ieri al Maradona, diventa un macigno in più da caricarsi sulle spalle. Lo sa bene Vanoli, e non a caso si è presentato a Napoli con una formazione che portava con sé un messaggio chiarissimo: coraggio. Un 4-3-3 vero, con un regista puro (Fagioli) e ai suoi lati due mezzali d’assalto come Fabbian (poi bocciato dopo 45’) e Brescianini. E poi ancora. Due attaccanti esterni veri (Solomon e Gudmundsson) e non il Parisi equilibratore visto ultimamente, a supporto di Piccoli. L’idea era giocarsela attaccando, quindi, e aspettando per poi ripartire. Teoria immediatamente smentita dalla pratica. Dieci minuti infatti, e i viola erano già sotto. Un gol che grida vendetta, quello di Vergara, nato dalla voglia di giocare uomo contro uomo a tutto campo. Un atteggiamento moderno e audace, certo, ma che salta per aria al minimo errore.

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REAZIONE. E se è vero che la reazione c’è stata, che va sottolineato il merito di esser rientrati nel match con Solomon e che Vanoli negli ultimi 20’ di un secondo tempo sicuramente migliore del primo le ha provate tutte (compreso il 3-4-1-2 con Gud alle spalle di Kean e Piccoli) non si può pensare di salvarsi prendendo (o regalando) due gol a partita e svegliandosi sempre e solo dopo aver preso qualche schiaffo. Come se ancora non avesse (o avesse perso) la piena coscienza di quale sia la realtà con la quale fare i conti.

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