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CorFio - Non un fastidio, ma la Conference arriva nel momento peggiore

Che guaio non aver centrato la qualificazione diretta agli ottavi. Ora la priorità è la salvezza, ma gli altri devono dare risposte in Polonia

Guai a chiamarlo fastidio o con qualsiasi parola che faccia pensare ad una partita che la Fiorentina farebbe volentieri a meno di giocare. Semmai, se proprio non si vuol far finta di nulla, si può dire che questo playoff di andata di Conference (previste temperature intorno ai -8 gradi) arriva nel peggior momento possibile e che soltanto adesso, probabilmente, ci si rende conto di che spreco sia stato aver buttato via la qualificazione diretta agli ottavi. Allora si che tutti i discorsi sulla coppa buona per salvare la stagione e perché no, per coltivare ancora qualche sogno europeo in vista della prossima, avrebbero avuto un senso compiuto. Perché il doppio impegno sarebbe tornato soltanto in Primavera e magari a quel punto i viola sarebbero arrivati con una situazione di classifica un po’ più tranquilla, scrive il Corriere Fiorentino.

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AL TOP CON IL PISA. Ciò non significa non darle il giusto rispetto né tanto meno che non sia possibile che lo scenario appena descritto non si possa presentare comunque ma di certo, oggi come oggi, non è la Conference il primo pensiero. Si sapeva, e le scelte di Vanoli non hanno fatto altro che confermarlo. De Gea e gli altri esclusi hanno un obiettivo: essere al top lunedì prossimo, in un derby col Pisa che varrà un bel pezzo di salvezza. Agli altri quindi (compresa la truppa di 8 ragazzi della Primavera aggregati per l’occasione) il compito per la verità non impossibile nonostante assenze e gelo di portar via dalla Polonia un risultato che tenga come minimo aperto il discorso qualificazione. Gente come Fortini e Comuzzo, Ranieri e Gosens, Mandragora, Fabbian e Ndour, o come Harrison, Fazzini e Piccoli insomma, può e deve dare delle risposte positive.

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