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CorFio - La risposta al dilemma arriva dal gelo polacco. Sì, la Conference si può fare

La Fiorentina dà risposta negativa a chi credeva che la coppa europea potesse essere sacrificata sull'altare della salvezza

L’Europa, incastonata in una stagione così sofferta in patria, portava con sé ansie e timori, scrive il Corriere Fiorentino. Conference o non Conference, questo era il dilemma. Dopo giorni di amletici dubbi, su come la Fiorentina avrebbe abbracciato l’impegno europeo, la risposta - convincente e perentoria - è arrivata dal campo.

PARENTESI. La curiosità era rivolta soprattutto all’approccio e alla tenuta mentale di una Fiorentina sì rimaneggiata (senza cinque titolari e con nove Primavera in panchina), ma non per questo nell’undici di partenza meno competitiva di uno Jagiellonia privo per squalifica dei suoi giocatori cardine. Ovverosia capitan Romanczuk e Pululu, ques'ultimo capocannoniere dell’ultima edizione della Conference. La testa, come prevedibile, ha fatto la differenza, e fin dai primi minuti si è avuto la fotografia di una Fiorentina in grado di aprirsi e concedersi una parentesi, di isolarsi almeno per 90 minuti dal contesto di una Serie A che vede i viola in zona retrocessione a 13 giornate dalla fine.

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TANTI ERRORI. La prima frazione di gioco, nella gelida serata di Bialystok e sul manto erboso tutt’altro che perfetto dello stadio Municipale, ha visto i padroni di casa prendere in mano il pallino del gioco (70% di possesso palla nei primi 20 minuti), non disdegnando l’impostazione dal basso. Senza, però, creare alcun tipo di pericolo a Lezzerini. La Fiorentina, ordinata e precisa nella sua metà campo ma lungamente avulsa in fase di proposta, si è fatta vedere dal 40’ con due tentativi di Fabbian - l’ultimo dei quali arginato con un bell’intervento in allungo da Abramovicz - a chiudere una frazione di gioco imprigionata tra i tanti errori tecnici da una parte e dall’altra.

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TRE GOL. A inizio ripresa la squadra di Vanoli ha aumentato i giri del motore. Il colpo di testa vincente di un indisturbato Ranieri al 53’ - bravo ad approfittare di un goffo intervento dell'estremo difensore polacco - ha suggellato un ritorno in campo convinto e volitivo, portando i viola in vantaggio e cambiando le vibrazioni della partita. Da lì in poi la sceneggiatura dell’incontro si è fatta più intensa e nel giro di cinque minuti è arrivato prima il palo su punizione di Wdowik e poi la pennellata vincente al 66’, sempre da piazzato, di Mandragora, arrivato a quota 51 presenze in Conference in maglia viola. La Fiorentina, insomma, facendo riposare molti protagonisti e dando minuti ai calciatori fin qui meno impiegati e in cerca di rilancio, ha dato una risposta pesante a livello mentale, con il rigore di Piccoli all’81’ a chiudere i conti.

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Minimo sforzo, massima resa, quindi. E in tasca la continuità dopo la vittoria di Como e un risultato estremamente rassicurante in vista del secondo atto. Per focalizzarsi sul ritorno di giovedì ci sarà tempo. Per i viola (con i big in campo) è già il momento di proiettarsi sull’impegno di lunedì con il Pisa, una gara che non ha bisogno di presentazioni per il valore dei punti che mette in palio.


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