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CorFio - Kean non ce la fa: la tibia fa ancora male, salta la trasferta di Londra

Il centravanti ha accusato ancora fastidio alla tibia e non è stato convocato. Vanoli: «Zero alibi, è un'occasione per tutti»

La giornata di ieri non è stata foriera di buone notizie per la Fiorentina, anzi. Vanoli e staff, in vista della partenza per Londra, hanno recuperato solo Dodo e Mandragora, mentre sono rimasti a casa Fortini, Parisi, Solomon e, un po’ a sorpresa, Moise Kean. Su quest’ultimo il quadro continua a essere tutt’altro che rassicurante, scrive il Corriere Fiorentino, non per nuovi infortuni ma per il protrarsi del problema alla tibia con cui il giocatore convive da tempo e che ne limita la continuità d’impiego, soprattutto all’interno di impegni ravvicinati.

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FORFAIT. «Dopo l’allenamento di martedì ieri abbiamo parlato e mi ha manifestato ancora dolore alla tibia. Stiamo cercando di gestirlo e quindi abbiamo deciso di farlo preparare per averlo contro la Lazio», ha spiegato mister Paolo Vanoli. E così, dopo le due partite disputate con la Nazionale - già in Bosnia aveva chiesto il cambio a Gattuso per i dolori alla gamba - e i 76 minuti di Verona vissuti in condizioni comunque precarie, il giocatore ha dovuto nuovamente dare forfait.

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TOCCA A PICCOLI. Il 2026 di Kean - in precedenza finito ai box per un problema alla caviglia - resta estremamente tormentato: quella di Londra sarà la settima partita saltata dal giocatore nell’anno solare, a cui aggiungere i 90 minuti in panchina contro la Cremonese. Il peso dell’attacco, così, graverà tutto sulle spalle di Piccoli. E anche su Solomon la questione resta aperta, dal momento che l’esterno israeliano è fuori dalla partita con lo Jagiellonia del 26 febbraio. Nessun problema per Vanoli: «Mi sarebbe piaciuto, e avremmo avuto bisogno, di arrivare qua con la rosa al completo, ma la parola ‘emergenza’ non è nel mio dna. Dev’essere un’occasione per tutti: da chi ha fin qui giocato poco a chi giocherà e ai giovani. Questo è lo spirito di gruppo: giocando da squadra si possono ottenere grandi risultati, ma questi ultimi due mesi saranno i più difficili e faticosi».

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