Vai al contenuto
×

CorFio - Il nodo allenatore dopo la salvezza: Vanoli spera, Paratici valuta la svolta

Come nel 2019, contro il Genoa basta un punto. Poi il club viola dovrà scegliere da chi ripartire in panchina

La storia sembra ripetersi. Nel 2019, poco prima dell’arrivo di Rocco Commisso, la Fiorentina si giocò la salvezza al Franchi contro il Genoa: bastava un punto a entrambe e finì 0-0, tra i fischi di uno stadio pronto a salutare la vecchia proprietà. Sette anni dopo lo scenario è simile: ancora il Genoa, ancora una salvezza da certificare, ancora un punto per chiudere una stagione fallimentare. Così scrive il Corriere Fiorentino.

sponsored

Il primo passo della nuova Fiorentina sarà la scelta dell’allenatore. Il lavoro di Paolo Vanoli è stato apprezzato, ma una cosa è centrare la salvezza, un’altra è tornare a competere con le grandi, soprattutto in un campionato in cui la concorrenza è cresciuta. Vanoli rivendica i fatti. Ha preso la squadra ultima in classifica, con 4 punti dopo 10 partite, uno spogliatoio fragile, il morale a terra e un club in difficoltà anche sul piano dirigenziale. Con lui la Fiorentina è arrivata a 37 punti, viaggiando a una media di 1,48 a gara: proiettata sull’intera stagione, sarebbe stata una corsa da circa 56 punti, tra ottavo e nono posto.

sponsored

Anche il girone di ritorno ha offerto segnali positivi. Negli ultimi due mesi, escluso il tonfo di Roma, i viola hanno raccolto 19 punti in 10 giornate, meno solo di Inter e Napoli. Ma fermarsi a questo dato sarebbe parziale. In quello stesso periodo, Vanoli ha dovuto fare a meno di Kean e di diversi indisponibili, ma la squadra ha anche mostrato limiti evidenti: il crollo con il Crystal Palace, vittorie arrivate tirando pochissimo in porta e la brutta sconfitta dell’Olimpico.

sponsored

Ci sono stati comunque progressi individuali. Parisi, Fagioli e Ndour sono cresciuti con Vanoli: il primo ha trovato spazio nel 4-3-3, Fagioli è diventato un riferimento e Ndour ha segnato 6 gol, pur restando ancora discontinuo.

Il problema resta l’identità. La Fiorentina non ha un gioco riconoscibile: a volte parte con pressing aggressivo, ma si smarrisce presto tra insicurezze difensive e limiti nati anche da un mercato sbagliato. Gudmundsson è rimasto un corpo estraneo, Fagioli non sempre è stato protetto dalle mezzali e i rinforzi di gennaio hanno inciso troppo poco.

Per questo la squadra va ripensata. Fabio Paratici, che ha chiesto carta bianca, dovrà cercare talento, fantasia, giocatori capaci di saltare l’uomo e allo stesso tempo trovare soluzioni per gli esuberi, dentro un mercato sostenibile per le casse del club.

Tutto partirà dalla panchina. Il casting con Fabio Grosso, Maresca, Iraola, Farioli e altri profili fa pensare a un possibile cambio. Vanoli però spera ancora, anche perché la famiglia Commisso ha sempre apprezzato attaccamento e serietà. Manca un punto per chiudere il discorso salvezza. Poi la Fiorentina dovrà decidere davvero da chi ripartire.


Lascia un commento